
I funerali di Gino Panaiia
Milano, 21 novembre 2024 – La bara coperta di rose bianche e blu. I palloncini. Le lacrime. La Barona ha dato l’ultimo saluto a Gino Panaiia, scomparso a Zibido San Giacomo la notte di Halloween dopo la serata in un locale e ritrovato sei giorni dopo, cadavere, nel Naviglio Pavese. Aveva 25 anni ed era originario del quartiere Barona. L’ipotesi è che il giovane sia caduto accidentalmente nel corso d’acqua e che poi sia stato colto da un malore, non riuscendo più a risalire.
«Te ne sei andato in punta di piedi senza avviso – il ricordo della sorella alla fine della celebrazione –. Hai lasciato un grande vuoto. Eri un ragazzo speciale, sempre con il sorriso stampato, anche se dietro c’era uno sguardo sofferente perché ne abbiamo passate tante: la vita ci ha tolto molto ma ci ha anche insegnato a combattere e ad affrontare gli ostacoli, forse ci ha reso più sensibili di molti altri. Ora vedo ogni giorno la sofferenza di mamma e papà. Non li cambierei per niente al mondo, così come non avrei mai cambiato te con nessun altro.
Un ragazzo puro, sensibile e solare, volevi crearti un futuro ma purtroppo non ci sei riuscito. Questo enorme dolore che provo è più forte di qualsiasi cosa. Questa esperienza mi sta insegnando che, nella vita, dobbiamo sempre abbracciare e vivere le persone che amiamo e a cui vogliamo bene. Caro fratello ci manchi, insegna agli angeli a sorridere come solo tu sapevi fare. Ti abbracciamo tutti molto forte: i tuoi fratelli, mamma e papà e tutti i tuoi parenti ed amici».
Il parroco don Bernardo Gallazzi nell’omelia ha fatto riferimento alla morte di Gesù letta nel Vangelo: «Si consegna a Dio quando è solo sulla croce perché tutti gli altri lo hanno abbandonato e, questa relazione, gli dà la certezza che la sua vita sia preziosa per qualcuno. Si affida all'amore di Dio. La pienezza di questo incontro ora è anche per Gino, ed è questo che deve portare un po’ di speranza e di conforto a tutti coloro che lo amavano».