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13 ago 2022
marianna vazzana
Cronaca
13 ago 2022

Milano, furto di ricettari medici all'ospedale San Carlo

Forzati gli armadietti dei dottori: denunciato un uomo di 55 anni

13 ago 2022
marianna vazzana
Cronaca
(DIRE) Bologna, 8 set. - L'Ausl di Bologna non sta 'torchiando' i medici di base mettendo sotto esame le ricette che fanno e gli esami che prescrivono e quindi limitando le loro scelte professionali. Sostenerlo e' "una strumentalizzazione sindacale", manda a dire Chiara Gibertoni, direttore generale dell'Ausl, ospite ieri sera alla Festa dell'Unita' di Bologna. Sono mesi che la Fimmg lamenta i controlli dei funzionari Ausl sulle ricette, ribatezzati 'Confessionali', tanto da spingersi a chiedere che gli ispettori si presentino in ambulatori cosi' da far partecipi anche i pazienti della situazione (pazienti il cui tempo di attesa finirebbe cosi' per aumentare in caso di controlli in corso). Inoltre, di recente e' partita una segnalazione al Garante della privacy da parte della Fimmg che vede messa in pericolo la riservatezza dei pazienti. "Non c'e' nessun 'Confessionale', ne' controllo, ma un confronto maturo che nasce prima di tutto per garantire un uso appororiato del farmaco per il paziente e per evitare l'iperprescrizione", ribatte Gibertoni assicurando che il "lavoro che stiamo facendo non e' di controllo ispettivo a fini economici", ma un confronto incrociato tra le ricette e le indicazioni dell'Agenzia italiana per il farmaco (Aifa); "le normali prassi: lo facciamo anche con i medici ospedalieri e gli specialisti. Noi abbiamo un Dipartimento farmaceutico e di Cure primarie dove fior fiore di professionisti lavorano su un utilizzo appropriato del farmaco: non e' mica il medico l'unico che puo' sapere come si prescrive un farmaco", scandisce Gibertoni. Insomma, nessuno obiettivo 'ragionieristico', ma solo evitare un "abuso di farmaci che mette in pericolo la salute del paziente". (SEGUE) (Mac/ Dire) 17:28 08-09-16 NNNN
Un ricettario medico (Foto archivio)
(DIRE) Bologna, 8 set. - L'Ausl di Bologna non sta 'torchiando' i medici di base mettendo sotto esame le ricette che fanno e gli esami che prescrivono e quindi limitando le loro scelte professionali. Sostenerlo e' "una strumentalizzazione sindacale", manda a dire Chiara Gibertoni, direttore generale dell'Ausl, ospite ieri sera alla Festa dell'Unita' di Bologna. Sono mesi che la Fimmg lamenta i controlli dei funzionari Ausl sulle ricette, ribatezzati 'Confessionali', tanto da spingersi a chiedere che gli ispettori si presentino in ambulatori cosi' da far partecipi anche i pazienti della situazione (pazienti il cui tempo di attesa finirebbe cosi' per aumentare in caso di controlli in corso). Inoltre, di recente e' partita una segnalazione al Garante della privacy da parte della Fimmg che vede messa in pericolo la riservatezza dei pazienti. "Non c'e' nessun 'Confessionale', ne' controllo, ma un confronto maturo che nasce prima di tutto per garantire un uso appororiato del farmaco per il paziente e per evitare l'iperprescrizione", ribatte Gibertoni assicurando che il "lavoro che stiamo facendo non e' di controllo ispettivo a fini economici", ma un confronto incrociato tra le ricette e le indicazioni dell'Agenzia italiana per il farmaco (Aifa); "le normali prassi: lo facciamo anche con i medici ospedalieri e gli specialisti. Noi abbiamo un Dipartimento farmaceutico e di Cure primarie dove fior fiore di professionisti lavorano su un utilizzo appropriato del farmaco: non e' mica il medico l'unico che puo' sapere come si prescrive un farmaco", scandisce Gibertoni. Insomma, nessuno obiettivo 'ragionieristico', ma solo evitare un "abuso di farmaci che mette in pericolo la salute del paziente". (SEGUE) (Mac/ Dire) 17:28 08-09-16 NNNN
Un ricettario medico (Foto archivio)

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