Pasti a base di insetti commestibili
Pasti a base di insetti commestibili

Milano, 22 luglio 2015 - Ancora una volta la Società Umanitaria è presente a un’Esposizione Internazionale con un progetto che guarda al futuro: oggi nel settore del cibo sostenibile, ieri (all’Esposizione Universale del 1906), con un progetto all’avanguardia di quartiere popolare, ancora oggi considerato a livello europeo un modello anticipatore di housing-sociale. Le confezioni di insetti commestibili provenienti dalla Thailandia sono state consegnate nei nostri uffici di Milano, dopo un iter particolarmente lungo e laborioso che abbiamo dovuto seguire per il loro sdoganamento. Gli insetti commestibili sono confezionati in scatole e sacchetti di alluminio ermeticamente chiusi e a loro volta protetti da un imballaggio che è stato sigillato e piombato prima di lasciare la dogana dell’aeroporto di Malpensa e così resteranno fino al loro trasporto nel sito di Expo, all’interno del Future Food District, realizzato da Coop Italia, dove saranno esposti per i visitatori: una sorta di anteprima di quello che potranno trovare nel supermercato sotto casa, tra qualche anno o forse anche prima.

La sfida è rendere possibile l’aumento della produttività alimentare per mezzo di sistemi alimentari ovunque sostenibili. Secondo la Fao gli insetti potrebbero avere un ruolo importante sia nell’alimentazione umana che in quella animale e rappresentare una risposta concreta alla sfida del millennio: nel mondo sono oltre 1.900 le specie di insetti commestibili di cui si cibano circa 2 miliardi di esseri umani. Gli insetti rappresentano una fonte di proteine più efficiente rispetto agli altri animali tradizionalmente allevati per produrre cibo per l’alimentazione umana e mangimi per gli allevamenti, producono meno emissioni che contaminano l’ambiente e possono essere utilizzati per scomporre i rifiuti.

Per questi motivi la Società Umanitaria ha dato avvio a un progetto informativo-divulgativo sugli insetti commestibili, che ora approda in Expo nel Future Food District di Coop Italia. Quando parliamo di ciò che mangeremo non possiamo non fare i conti con quello che già oggi, e in futuro sempre di più, potrebbe essere prodotto in allevamenti così low tech da essere facilmente realizzabili anche nei paesi più poveri. Potremmo definirla la quadratura del cerchio, la realizzazione della nostra convinzione che esistano modelli produttivi in grado di assicurare cibo sicuro, sostenibile e democratico. Quello che mi auguro è che Expo possa consentire di sviluppare una cultura comune a tutti i paesi del mondo rispetto al cibo, dalla quale possano discendere un atteggiamento, un rispetto e delle normative condivise e omogenee. Per ora, prima della fine di Expo, potremo vedere in anteprima in Italia larve di bambù, scorpioni ricoperti di cioccolata, larve della farina, vodka allo scorpione, misto di pupe (la fase di crescita tra larva e insetto), larve di cereali, termiti disidratate, cavallette, coleotteri, larve giganti al cioccolato e tarantole arrostite.