Milano, 27 agosto 2016 - Arrivando in via Medici del Vascello, zona Ortomercato, ci si sente già circondati da un’atmosfera inquietante: sono tanti i palazzi abbandonati negli anni dalle aziende che qui avevano i loro uffici. Ma uno di questi è risorto a nuova vita, e ora è unico nel suo genere, perché contiene l’Escape room più grande d’Europa. "Ci ho messo più due mesi a costruirla gioco per gioco, tappa per tappa, per le ambientazioni sono stato aiutato dal fatto che gli occupanti precedenti del palazzo hanno lasciato all’interno moltissimi arredi, oggetti e carte d’archivio". Così racconta Maurizio Panico, che crea Escape room per una delle società più importanti di questo mercato, Enigma Room.

Il mistero è come si possa pensare di costruire un’Escape room così grande, quali siano le circostanze che hanno fatto arrivare qui i ragazzi di Enigma Room. Maurizio spiega: "Un cliente rimasto positivamente colpito dalle nostre stanze classiche di via Montecuccoli ha chiesto di parlare con i proprietari e con chi disegna le stanze, cioè io. Quando ci ha chiesto se volevamo affittare questo palazzo e crearci dentro una stanza enorme abbiamo risposto subito di sì. Qualche tempo dopo abbiamo scoperto di essere stati gli unici ad accettare la sfida, ma che la proposta era stata fatta anche ad altri. Direi che ci abbiamo assolutamente visto lungo!"

Le dimensioni dell’area di gioco sono impressionanti: tre piani, più di cinquanta ambienti e 4.000 metri quadrati di superficie. "Per uno spazio del genere – continua Maurizio, mentre scendiamo nel seminterrato – ho dovuto confrontarmi con la mancanza di elettricità e con gli spazi enormi che avevo per le mani. Era quindi necessario avere un percorso dinamico e non stabile come quello che si propone in una stanza di 10 o 20 metri quadrati. Da qui ho sviluppato un’esperienza con elementi tratti anche dalla caccia al tesoro e con quattro squadre, rinchiuse in spazi differenti, che devono riunirsi e uscire insieme dal palazzo".

Perdersi qui dentro è estremamente facile, soprattutto tenendo conto che il gioco si svolge dopo le 22, completamente al buio. A parte l’ingresso, tutto lo stabile è privo di ogni forma di luce elettrica.

"I giocatori hanno a disposizione una torcia a testa – svela Maurizio – e non è affatto facile ambientarsi qua dentro con così poca luce. Inutile dire che tutti questi elementi contribuiscono a creare un’atmosfera irripetibile in una qualsiasi stanza classica esistente. Le gabbie d’archivio del seminterrato e gli uffici devastati come se fosse passato un tornado sono reali, non realistici, ed è questa la fondamentale differenza...".

Le stranezze non sono legate tanto a fenomeni paranormali nel palazzo, quanto agli ospiti e alle loro imprese più strambe. "Non è raro vedere giocatori che si improvvisano capi del gruppo quando sono quelli che in realtà hanno capito meno – spiega sorridendo il nostro “Cicerone” – ma i più divertenti sono quelli che non sanno leggere le mappe: li vedi fermi in un punto anche per dieci minuti, senza capire dove sono finiti". Oltre all’ordinaria amministrazione l’Enigma Palace si presta anche per eventi di “team building” e di gruppo. L’ultima curiosità? Maurizio racconta, concludendo il giro, che "qui due fidanzati hanno deciso, attraverso enigmi studiati ad hoc, di annunciare il loro matrimonio agli amici".
matteo.sacchi@ilgiorno.net