La futura sede Ema di Amsterdam
La futura sede Ema di Amsterdam

Milano, 13 marzo 2018 -  Emendamenti pro-Milano stoppati. Via libera ad Amsterdam per l’Ema, ma a determinate condizioni: l’Olanda dovrà garantire sempre la piena operatività dell’Agenzia europea del farmaco (in inglese European Medicines Agency, Ema, appunto). Non solo. In futuro il Parlamento europeo dovrà essere maggiormente coinvolto nella scelta delle sedi delle istituzioni e delle agenzie della Ue e la Commissione europea dovrà riferire ogni tre mesi sullo stato di avanzamento del dossier Ema. Sono queste le condizioni poste ieri dalla commissione Ambiente dell’Europarlamento per il trasferimento della sede dell’Ema da Londra (a causa della Brexit) ad Amsterdam. Un primo via libera a larga maggioranza alla metropoli olandese, a cui giovedì dovrebbe seguire il voto positivo dell’intero Parlamento europeo. Ma Giovanni La Via, relatore della commissione Ambiente, osserva: «Abbiamo detto sì, ma devono essere rispettati i tempi di consegna degli stabili, perché qualora ciò non avvenisse ci sarebbe un danno per l’operatività della stessa agenzia del farmaco. È un sì condizionato».

Il fronte politico parla a favore di Amsterdam e contro Milano, come da previsioni della vigilia. Il sindaco Giuseppe Sala, ieri mattina, osservava che «la situazione politica attuale, senza un Governo italiano forte in carica, non aiuterà». Il primo cittadino, però, non si arrende: «Noi andiamo avanti, pur sapendo che le possibilità continuano a non essere moltissime». Parlamento europeo a parte, il Governo, il Comune e la Regione hanno fatto un ricorso contro le inadempienze e i ritardi olandesi sulla sede temporanea e definitiva dell’Ema ad Amsterdam e sarà la Corte Ue a doversi pronunciare nel merito. Una battaglia legale sostenuta da ieri anche dalla Camera di Commercio e dalle Associazioni di rappresentanza del mondo imprenditoriale lombardo, che hanno chiesto di intervenire in entrambe le cause promosse dal Comune: quella principale, che chiede l’annullamento della decisione del Consiglio dell’Unione europea di assegnare la sede dell’Ema ad Amsterdam, e quella d’urgenza, che punta a ottenere la sospensione dell’assegnazione. «Le ripercussioni negative sia sul funzionamento dei comparti coinvolti dall’attività dell’Ema sia sugli interessi delle imprese rappresentate – si legge in una nota – sono gli elementi qualificanti delle istanze depositate presso il Tribunale di Bruxelles» dalla sigle di categoria.