Coronavirus
Coronavirus

Milano, 25 ottobre 2020 - Dieci giorni che hanno trasformato una situazione difficile in un allarme generale. Ottobre è stato il mese della ripresa del virus in tutte le province lombarde, ma anche quello in cui la circolazione del SarsCov2 è stata talmente rapida da mandare in tilt il sistema dei controlli e di tracciamento. La percentuale di positivi trovata ogni giorno rispetto al totale dei tamponi, infatti, continua a crescere, raccontando così le difficoltà delle strutture di prevenzione, che ormai faticano a isolare le persone a rischio. Si passa così dal 6,3% di positivi sul totale dei 32.507 tamponi del 15 ottobre al più che doppio 13,2% del 24 ottobre, quando di esami ne sono stati eseguiti 36.963. Ieri, addirittura, con 32.749 test, i positivi erano il 15,1%. Un raffronto ancora più impietoso è quello con i numeri del 1° ottobre, quando si eseguirono (solo) 24.691 tamponi, ma la quota degli infettati era appena dell’1,3%.

Non sorprende dunque che cresca la curva dei contagi, anche se già ora una parte dei casi sembra sfuggire dai radar. Di certo, si conferma la tendenza delle difficoltà di alcuni territori. Negli ultimi dieci giorni crescono molto i contagi a Milano, ma il raddoppio è sostanzialmente in linea con la tendenza regionale e si stabilizza. Decisamente sopra la media l’andamento di Monza e della Brianza, dove si passa da poco meno di 200 casi a 752 del 24, scesi a 625 ieri. Oltre tre volte tanto. Stessa tendenza a Pavia, con 79 casi del 15 ottobre, diventati 231 il 24 e 303 ieri. Resistono meglio, invece, i territori già devastati dalla prima ondata. Lodi resta sotto i 100 casi. Brescia per la prima volta torna a 309 casi, il 23 erano solo 237. Varese passa dai 170 positivi del 15 ottobre ai 301 del 23, saliti ieri all’allarmante livello di 508.