LAURA LANA
Cronaca

Contratto educatrici, fumata nera. Fallisce il confronto in prefettura

Le dipendenti di Fondazione Generiamo confermano lo stato di agitazione: chiedono di poter godere delle stesse condizioni riservate alle colleghe che lavorano per le strutture direttamente gestite dal Comune .

Contratto educatrici, fumata nera. Fallisce il confronto in prefettura

Contratto educatrici, fumata nera. Fallisce il confronto in prefettura

Fumata nera in prefettura. È andato male il tentativo di conciliazione obbligatorio, a seguito dell’apertura dello stato di agitazione delle educatrici di Fondazione Generiamo, organismo a partecipazione totalmente pubblica del Comune, che gestisce alcuni nidi e altri servizi legati all’infanzia e alla disabilità. Mentre le colleghe dei nidi a gestione diretta del municipio hanno un contratto “enti locali“, quelle di Fondazione hanno il contratto Aninsei, più svantaggioso nonostante svolgano la stessa funzione.

"La nostra richiesta è di un miglioramento salariale con l’applicazione del contratto enti locali, perché riteniamo che a parità di lavoro debba esserci anche parità di diritti, di forma contrattuale e di stipendio", commenta Alexandra Bonfanti della Funzione pubblica Cgil. In questi giorni, la Fondazione è anche alle prese con un bando per assumere 34 addette ai servizi ausiliari dei nidi, sempre con contratto Aninsei. L’operazione ha l’obiettivo di “internalizzare“ le figure professionali prima della scadenza dell’appalto della ristorazione, evitando così il passaggio dalla società attuale a quella che vincerà la nuova gara. "Il discorso è quindi generale. Purtroppo ci siamo trovate davanti un muro. Il Comune, come già alla nascita di Fondazione nel 2019, è contrario all’applicazione del contratto enti locali senza motivazioni nel merito, ma adducendo l’illegittimità dell’operazione, cosa non vera – spiega Bonfanti –. Fondazione ha illustrato il bando delle ausiliarie, costruito per cercare di alzare i minimi salariali, oggettivamente bassi".

In prefettura è stata anche manifestata disponibilità a valutare un incremento per le educatrici. "Non si è data concretezza a questo impegno perché non sono stati indicati tempi precisi, se non quelli di ‘entro fine anno’, e non sono state minimamente quantificate le risorse che potrebbero essere stanziate per questa operazione". Non solo. "Anche se venissero introdotti dei superminimi, le nuove assunzioni sarebbero effettuate sempre con lo stipendio base che è estremamente povero dal punto di vista economico". Per questo, lo stato di agitazione resta aperto, con altre azioni messe in campo: un’assemblea delle lavoratrici, con presidio, il 21 giugno dalle 14.30 alle 16.30 in piazza della Resistenza e lo sciopero il 27 giugno con una nuova manifestazione sempre davanti al municipio.

"Il Comune non ha poteri gestionali. Lo statuto di Fondazione prevede limitazioni di azione che stanno nella cornice del controllo – replicano l’assessora all’educazione Roberta Pizzochera e la funzionaria Anna Brambilla –. È quindi il datore di lavoro (Fondazione, ndr) il soggetto deputato a interloquire in questo tavolo. La richiesta di applicare il contratto enti locali lascia perplessi: a nessuna concessionaria di gestione di servizio pubblico si chiede di applicare un contratto che afferisce alla sfera del pubblico impiego. Nei nidi gestiti direttamente dal Comune lavora invece personale direttamente in forza al municipio".