ANDREA GIANNI
Cronaca

Colpa medica, spariscono le inchieste. Solo 6 nuovi procedimenti nel 2023: "Effetto della legge Gelli-Bianco"

La “rivoluzione copernicana“ della responsabilità: azioni penali solo per casi eccezionali, resta il civile. Il presidente del Tribunale Roia incontra l’Ordine, impegni per incentivare la collaborazione con i giudici. .

Colpa medica, spariscono le inchieste. Solo 6 nuovi procedimenti nel 2023: "Effetto della legge Gelli-Bianco"

Colpa medica, spariscono le inchieste. Solo 6 nuovi procedimenti nel 2023: "Effetto della legge Gelli-Bianco"

La legge Gelli-Bianco del 2017, definita dagli operatori del settore come una "rivoluzione copernicana" sulla responsabilità medica, ha avuto come effetto un crollo dei procedimenti penali a carico di professionisti, compresi quelli per reati come lesioni colpose e omicidio colposo. Procedimenti che, a Milano, sono praticamente scomparsi in cinque anni. Nel 2023 sono stati, infatti, solo sei, su un’area di competenza che non spicca solo per popolosità (nella Città metropolitana di Milano abitano oltre 3,2 milioni di persone) ma anche per la presenza di ospedali e cliniche che ogni anno attirano migliaia di “migranti sanitari“ da tutta Italia. Nel 2021 si erano registrati solo cinque procedimenti penali, sei nel 2022 e altrettanti l’anno scorso. Una diminuzione confermata dal fatto che le sentenze - riferite a contenziosi degli anni precedenti - nel 2022 sono state 147 e nel 2023 sono state 129. Una fotografia che emerge dai dati illustrati dal presidente del Tribunale di Milano, Fabio Roia, durante la sua visita all’Ordine provinciale dei medici e odontoiatri. A determinare il crollo due fattori: da un lato maggiori conoscenze della classe medica che hanno ridotto l’errore umano, dall’altro la legge Gelli-Bianco che ha cambiato le carte in tavola. Le nuove disposizioni prevedono, infatti, che la colpa medica sia caratterizzata da imperizia, possibile solo in casi eccezionali secondo quando definito dalle linee guida nazionali validate dalla comunità scientifica, rendendo più plausibili casi di negligenza o di superficialità dell’intervento. Una scelta che tutela il medico dal rischio di incorrere in contenziosi penali, con una esposizione invece in ambito civile. "A fonte della enorme riduzione dei procedimenti penali registrati dopo l’introduzione della normativa Gelli-Bianco è intenzione del Tribunale di Milano – spiega Roia – proseguire sulla linea di tutela della classe medica, arrivando a dialogare con l’Ordine. Occorre motivare i migliori specialisti a tornare a lavorare per il giudice. Nonostante i consulenti siano molti, è necessario incentivarne il lavoro, ad esempio prevedendo delle turnazioni, favorendo e mantenendo un rapporto fiduciario con esperti e strutturando una sorta di tutorato per i giovani".

Impegni per riavvicinare gli esperti alla collaborazione con i giudici in qualità di consulenti tecnici di ufficio. Una expertise spesso difficile da ottenere non solo perché condotta a titolo gratuito, ma anche perché impone al consulente di esprimere un giudizio sull’operato di colleghi. "Siamo al fianco del presidente – sottolinea Roberto Carlo Rossi, presidente dell’Ordine – condividendo non solo la necessità di arrivare ad alleggerire la legge e i contesti che coinvolgono un medico in problematiche legali, ma anche di definire soluzioni su questioni all’ordine del giorno. Tra queste un allineamento e rivisitazione delle attuali remunerazioni, inadeguate per i nostri professionisti".

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