Milano, 12 luglio 2018  - "Nessuno si potrà fare giustizia da sé". Il prefetto di Milano, Luciana Lamorgese, sgombra il campo da qualsiasi dubbio sul "Progetto Controllo del Vicinato" presentato oggi. Il protocollo, a cui partecipano 41 Comuni della Città metropolitana (non però Milano per il momento), prevede che si costituiscano dei gruppi di cittadini sentinelle (in particolare attraverso Whatsapp) guidati da un coordinatore che contatterà le autorità competenti in base alle segnalazioni che arrivano dai singoli cittadini. Il prefetto Lamorgese ha sottolineato che l'accordo è un "riconoscimento necessario ed èimportante che tutto avvenga in una cornice istituzionale" e serve a "dare supporto ai Comuni in queste attività dove i cittadini assumono il ruolo di sentinelle su aspetti di degrado o criticità sociali". Invece "per le situazioni che possono portare alla commissione di reati allora si deve chiamare il 112".

E' una cosa diversa dalle ronde perché, spiega Lamorgese, "i cittadini notano delle situazioni di degrado e le segnalano. Ma non possono e non devono intervenire, devono segnalare". Insomma, "nessuno si potrà fare giustizia da sé". Inoltre "non potranno essere usati emblemi dello Stato o di forze politiche". Quanto all'assenza del Comune di Milano, il prefetto ha detto:"Milano sta verificando, ne abbiamo gia' parlato con sindaco e assessore, vedremo se e' possibile" un'adesione di Palazzo Marino. L'auspicio comunque è che alla quarantina di sindaci aderenti se ne aggiungano altri: "E' un protocollo aperto, chi vuole man mano può sottoscriverlo, spero anche i sindaci di altri Comuni". Dopo "la prima fase attuativa faremo degli incontri e un monitoraggio sulla situazione e i risultati. Dall'esperienza di ciascuno puo' emergere qualcosa di interessante e uno scambio".