"Ci adeguiamo, ma si pone un problema di sostenibilità economica"

Il Comune aumenta le tariffe del servizio di assistenza domiciliare per garantirne la sostenibilità economica, ma rimane inferiore a quella dei Comuni limitrofi. Le tariffe variano da 2 a 7 euro in base all'Isee presentato, con possibilità di esenzioni per casi particolari.

Oggi il Comune copre oltre il 70% del costo del servizio, che è di 20,72 euro all’ora. Il resto è a carico dell’utente, in relazione all’Isee presentato: da questo mese la tariffa va da 2 a 7 euro. "Il consiglio ci ha impegnato a verificare la possibilità di introdurre, come Comuni d’ambito, una soglia di esenzione intermedia. Già oggi ogni caso è trattato in modo specifico: le tariffe sono flessibili, su indicazione anche degli assistenti sociali", spiega l’assessore al Welfare Riccardo Visentin. Dal 2017 gli importi non sono mai stati toccati, neanche con adeguamento Istat. Si pone così una questione di sostenibilità economica e di valore di "un servizio che ha un costo significativo e ha subìto forti aumenti. Abbiamo considerato un rialzo necessario per riconoscere alla prestazione il valore che merita e non squalificarla a puro assistenzialismo". Nonostante l’aumento, la tariffa massima resta la metà di quella in vigore nei Comuni vicini che si aggira sui 14 euro all’ora. "Abbiamo informato preventivamente le persone interessate, spiegando loro le ragioni".

A usufruire del servizio sono 75 fragili, 5 sono in lista di attesa e 2 di recente ingresso. La tariffa massima sarà applicata a 20 utenti. "Ribadiamo che il regolamento comunale prevede che, per particolari situazioni di gravità e complessità, il servizio sociale possa valutare la possibilità di riduzioni o esenzioni ad personam". La.La.

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