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1 mag 2022

"Chiarezza sui fanghi tossici nei terreni di Bareggio"

L’ex sindaco Gibillini chiede spiegazioni: "L’area di un ettaro e mezzo non è stata sequestrata"

I terreni nel Bresciano sequestrati dai carabinieri su ordine della Procura
I terreni nel Bresciano sequestrati dai carabinieri su ordine della Procura
I terreni nel Bresciano sequestrati dai carabinieri su ordine della Procura

A portare in Consiglio comunale a Bareggio la questione dei fanghi tossici è stata la lista civica Bareggio 2013 con il consigliere Monica Gibillini: negli anni scorsi, infatti, su alcuni terreni agricoli di Bareggio sono stati sparsi i cosiddetti "gessi di defecazione" tossici appartenenti allo "scandalo Wte", l’azienda bresciana che avrebbe venduto 150mila tonnellate di fanghi contaminati nel Nord Italia.

"All’interrogazione il sindaco ha risposto dicendo che è in corso un procedimento penale presso la Procura della Repubblica di Brescia e che il Comune è in attesa di acquisire chiarimenti dagli enti sovracomunali - spiega Monica Gibillini - . Ci siamo allora rivolti agli enti sovracomunali competenti e abbiamo avuto aggiornamenti: il terreno su cui sono stati sparsi i fanghi contaminati nel luglio 2018 ha una superficie di circa 1,5 ettari e vi sono stati coltivati frumento, orzo, segale, triticale, mais e sorgo ad uso alimentare zootecnico. Il terreno non è stato sequestrato".

Nel frattempo, in Lombardia dal 1 febbraio 2022 all’utilizzo del "gesso di defecazione da fanghi" si applicano regole di tracciabilità. "Sembra che lo scandalo sia servito a dare impulso al tracciamento - conclude Gibillini - intanto continuiamo a seguire gli aggiornamenti sulla situazione bareggese, perché non dev’essere assolutamente persa di vista".

Camilla Garavaglia

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