Cattedra alla Statale, il Consiglio di Stato ribalta la decisione del Tar: "Ragionevoli i criteri di scelta della commissione"

Milano, in ballo un posto da associato al Dipartimento di Scienze giuridiche. Accolto il ricorso del vincitore del concorso Luca Lupària Donati. "Nessun profilo di illogicità o abnormità"

L’articolo sulla sentenza di primo grado pubblicato il 13 aprile 2023
L’articolo sulla sentenza di primo grado pubblicato il 13 aprile 2023

«Il collegio non ravvisa nella richiamata scelta della Commissione profili di illegittimità idonei a integrare la violazione della disciplina regolatoria o a far emergere altri vizi dell’azione amministrativa". Così i giudici del Consiglio di Stato hanno ribaltato la sentenza del Tar che nell’aprile scorso aveva annullato l’assegnazione all’avvocato Luca Lupària Donati del posto di professore associato di prima fascia di Diritto processuale penale al Dipartimento di Scienze giuridiche "Cesare Beccaria" della Statale.

In primo grado, il Tribunale amministrativo della Lombardia aveva accolto i ricorsi presentati dalle due candidate arrivate rispettivamente in seconda (Francesca Gisella Zoe Ruggeri con 66,9 punti) e in terza posizione (Elena Maria Catalano con 63 punti), parlando di "criteri irragionevoli" introdotti ex novo dalla Commissione giudicatrice e "non coerenti con la disciplina posta dal bando e dal regolamento di ateneo". Di più: i giudici avevano sostenuto che quei paletti non trovassero "corrispondenza nella comunità scientifica di riferimento" e che si fossero tradotti "in parametri che non garantiscono la trasparenza della competizione, perché si risolvono in parametri che, per lo meno astrattamente, si prestano a favorire taluno dei candidati".

Il verdetto è stato impugnato da Lupària Donati, che nei giorni scorsi ha ottenuto il ribaltone in Consiglio di Stato. Al centro della contesa legale c’erano ancora una volta le regole del gioco, e in particolare la scelta della Commissione di stabilire una ripartizione del massimo di 45 punti a disposizione tra le diverse tipologie di pubblicazioni; senza dimenticare la decisione di frazionare i punteggi "sulla base di sub-criteri legati alla collocazione del progetto di ricerca in ambito nazionale o internazionale". Per il collegio presieduto da Claudio Contessa, la fissazione da parte della Commissione "di un criterio integrativo volto a introdurre un punteggio massimo “per tipologia” di pubblicazione" non travalica "i limiti dei poteri" dell’organo giudicante né "risulta idoneo ad alterare la competizione tra i candidati".

E ancora: l’esame degli atti non ha evidenziato "alcun profilo di illogicità o manifesta irragionevolezza o abnormità nei percorsi valutativi della Commissione, che, al contrario, appaiono conformi all’evidente distanza, in favore dell’odierno appellante (Lupària Donati, ndr ), tra i curricula dei due candidati in termini di attività accademiche, didattiche e scientifiche". Conclusione: ok al ricorso e sentenza di primo grado annullata in toto. Il Consiglio di Stato ha accolto anche l’appello incidentale presentato dai legali della Statale contro la prima decisione del Tar.

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