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4 mag 2022

Capo ultras Milan condannato: sette anni per traffico di droga

Luca Lucci era finito in carcere lo scorso dicembre. Era al vertice di un'organizzazione di attività illecite

Luca Lucci, capo degli ultrà della tifoseria del Milan, ai funerali di Fabrizio Piscitelli al santuario del Divino Amore, Roma, 21 agosto 2019. In chiesa potranno entrare solo cento persone indicate dalla famiglia.
ANSA/MASSIMO PERCOSSI
Luca Lucci

Milano, 4 maggio 2022 - Sette anni di reclusione per traffico di droga: Luca Lucci, capo ultras della curva Sud del Milan è stato condannato. Era finito in carcere lo scorso dicembre in un'inchiesta della squadra mobile, coordinata dal pm Leonardo Lesti, su un presunto traffico di tra hashish, marijuana e cocaina. Lo ha deciso il gup di Milano Chiara Valori nel processo con rito abbreviato, mentre altri tre imputati hanno patteggiato pene comprese tra i 2 anni e 4 mesi e i 3 anni e 4 mesi. Dalle indagini era emerso che Lucci sarebbe stato "al vertice dell'organizzazione" pianificando "l'attività illecita senza mai partecipare attivamente", ma "impartendo direttive attraverso il software Encrochat, installato su un telefono cellulare" con "utenza telefonica olandese".

Come scritto nell'ordinanza del gip Fabrizio Filice, il capo della Curva Sud, che sul sistema criptato di chat aveva il nickname "belvaitalia", per la "posizione di vertice" che ricopriva "nel traffico illecito" avrebbe intrattenuto "le relazioni con i narcotrafficanti esteri" in Brasile e in Marocco. A dicembre l'ordinanza di custodia cautelare, firmata dal gip Filice, aveva riguardato altre 7 persone, oltre a Lucci, condannato oggi anche ad una multa da 50mila euro. Due imputati hanno patteggiato 3 anni e 4 mesi e uno 2 anni e 4 mesi.

Lucci, coinvolto in molte inchieste negli ultimi anni e già arrestato per droga in passato (aveva patteggiato una pena sotto i 2 anni), era diventato noto anche perché si fece fotografare il 16 dicembre del 2018 con l'allora vicepremier Matteo Salvini alla festa per i 50 anni della Curva Sud. Era stato condannato in passato anche per aver sferrato un pugno nel derby Milan-Inter del 15 febbraio 2009 al tifoso interista Virgilio Motta facendogli perdere un occhio (Motta poi si è suicidato). L'inchiesta, che oggi ha portato alla condanna di Lucci, difeso dal legale Jacopo Cappetta, era nata da quella sul tentato omicidio di Enzo Anghinelli, ferito gravemente a colpi di pistola in un agguato nel 2019 in centro a Milano. Si è arrivati alla condanna in abbreviato e ai tre patteggiamenti dopo una richiesta di rito immediato da parte del pm che era stata accolta dal gip.

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