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3 lug 2020

Raid choc in ufficio, calci e pugni all’avvocata

San Babila, aggredita nel suo studio da un ex cliente nigeriano: "I documenti o ti uccido". Preso dai carabinieri, era armato di coltello

3 lug 2020
nicola palma
Cronaca
Nello studio di via Cavallotti 13 sono intervenuti i carabinieri del Nucleo Radiomobile
Nello studio sono intervenuti i carabinieri del Nucleo Radiomobile
Nello studio di via Cavallotti 13 sono intervenuti i carabinieri del Nucleo Radiomobile
Nello studio sono intervenuti i carabinieri del Nucleo Radiomobile

Milano, 3 luglio 2020 - Le frasi in inglese ripetute a voce alta. La richiesta ossessiva di documenti. Poi il raid violento: schiaffi e pugni in faccia, calci alle gambe. "Se non la smetti ti uccido", la minaccia. Blitz choc mercoledì mattina in uno studio legale di via Cavallotti, a due passi da piazza San Babila: la vittima è un’avvocata di 35 anni che fa parte dell’Asgi, team di legali specializzato in studi giuridici sull’immigrazione, e di un’associazione che promuove l’interculturalità e l’antirazzismo; portata in codice verde al pronto soccorso del Fatebenefratelli, è stata medicata e tenuta in osservazione per alcune ore per i colpi subiti alla testa.

L’aggressore, bloccato dai carabinieri, è un senza fissa dimora nigeriano di 27 anni che in passato era stato assistito dalla donna per le pratiche relative al permesso di soggiorno; in tasca aveva un grosso coltello da cucina, con una lama di 11 centimetri, che per fortuna non ha usato. Ecco la ricostruzione dell’accaduto, secondo quanto ricostruito dai militari del Nucleo Radiomobile intervenuti. Attorno alle 10, C.O. entra nello stabile di cinque piani al civico 13 e si dirige nello studio legale: sin da subito, riferirà poi l’avvocata, si mostra nervoso e parla in inglese molto velocemente, tanto che la trentacinquenne a stento riesce a capire che l’uomo pretende che gli vengano consegnate le fotocopie dei documenti forniti per la regolarizzazione in Italia. La donna, che ha conosciuto C.O. per lavoro nel 2015 e che l’ha incontrato per l’ultima volta nell’agosto scorso, prova a tranquillizzarlo, ma all’improvviso viene investita da una raffica di schiaffi al volto (così forti da lasciarle evidenti lividi) e calci alle gambe.

"Se non la smetti ti uccido", urla il ventisettenne. Quando arrivano i carabinieri, C.O. è ancora fuori di sé e se la prende pure con loro: uno riporterà graffi alla mano sinistra, l’altro escoriazioni all’avambraccio destro. A fatica, i due militari riescono a bloccare il nigeriano, e solo in quel momento si accorgono che dalla tasca dei pantaloni spunta il manico di un coltello da cucina, subito sequestrato. Portato in caserma, C.O. è stato denunciato a piede libero, come disposto dal pm di turno Adriano Scudieri. La trentacinquenne picchiata, stando a quanto risulta, ha sporto denuncia per l’episodio. Un episodio che, seppur conclusosi in maniera molto meno grave, ricorda sinistramente quanto successo in via dei Pellegrini il 20 luglio 2017: quel giorno, l’avvocata Paola Marioni fu accoltellata all’addome nel suo studio da un uomo che aveva preso appuntamento qualche giorno prima, presentandosi come un cliente (sotto falso nome).
 

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