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23 mar 2022

"Ricordo da piccolo le corse al rifugio. Ora aiuto chi scappa dall’Ucraina"

Commosso Albino Novelli, patron della Nte Process di Gorgonzola, ha consegnato 18 zaini con kit scolastici, giocattoli e un uovo di Pasqua con 21 pacchi alimentari alle famiglie ospitanti

monica autunno
Cronaca
Da sinistra, il sindaco Angelo Stucchi, Roberta Novelli, Cfo e responsabile delle risorse umane aziendali insieme al padre Albino patron e amministratore della Nte Process, accanto agli zaini e ai pacchi alimentari per i bambini ucraini ospitati a Gorgonzola
Il sindaco Angelo Stucchi, Roberta Novelli insieme al padre Albino

Gorgonzola (Milano) - ​Diciotto zaini nuovissimi e colorati, scelti con cura per maschietti, femminucce, bimbi o ragazzi. All’interno kit e quaderni nuovi. Un giocattolo. E un uovo di Pasqua, per rendere dolci questi giorni lontano da casa. Con zaini e doni per i più giovani anche 21 pacchi alimentari, che andrano alle famiglie. Dal mondo produttivo una mano tesa ai profughi ospiti in città. L’apripista è Nte Process, storica azienda familiare cittadina, appeal tecnologico e grande cuore: "Vogliamo essere vicini a chi sta vivendo questo dramma". La consegna di pacchi, zaini e giochi donati da Nte l’altra mattina, in un incontro a Palazzo Pirola, presenti il sindaco Angelo Stucchi, la protezione civile e, per Nte, il patron e amministratore Albino Novelli con la figlia Roberta, Cfo e responsabile delle risorse umane aziendali. "Responsabili" il titolo scelto per l’incontro. «Superata la prima accoglienza - così il primo cittadino Angelo Stucchi - dobbiamo stare vicino a chi è qui e alle famiglie che ospitano. Ringrazio di cuore Nte Process per aver scelto di esercitare la propria responsabilità sociale sostenendo il Comune".

La speranza, quella che l’esempio di Nte sia seguito da altre realtà produttive. L’azienda gorgonzolese ha scelto, con convinzione. Hanno commosso le parole del patron e amministratore Albino Novelli. "Una sera guardavo le immagini di mamme e figli in fuga in tv. E ho rivissuto la mia esperienza di bambino, durante la guerra: mia mamma al suono delle sirene mi prendeva in braccio e mi portava di corsa in un rifugio antiaereo dove, al buio, mi stringeva forte. Ricordo ancora le sue braccia. La guerra così vicina a noi mi ha toccato. Ho sentito il bisogno di aiutare". Qualche numero aggiornato sui profughi a Gorgonzola: sono oggi 68, 46 femmine e 22 maschi, per la maggior parte mamme con minori. Al momento vengono accolti prevalentemente attraverso una rete familiare residente: parenti, amici o famiglie in cui già vive una badante ucraina. Dopo i primi giorni convulsi, c’è una struttura: un Centro operativo comunale, con Comune, protezione civile, Caritas e altri soggetti, "per organizzarsi in raccordo con prefettura e consolato costruendo una prima rete".

Non in secondo piano l’aspetto dell’assistenza sanitaria, "in sinergia con il Presst di Gorgonzola, punto di riferimento sanitario per l’intero territorio dell’Asst Melegnano e Martesana. Il servizio medico riesce a garantire la registrazione nel sistema sanitario, il tampone rapido Covid entro 48 ore, un’anamnesi vaccinale completa e la presa in carico di eventuali patologie". La macchina è partita, se le aziende daranno la loro mano, si potrà fare molto di più.

 

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