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19 mag 2022

"Adè" fredda e calcolatrice: gestiva il traffico di droga e armi

L’unica donna della banda finita in carcere era molto di più della compagna del trafficante Salvatore Ballante. Dalle indagini emerge la sua partecipazione agli utili del narcotraffico e alla pianificazione delle rapine

19 mag 2022
dilaura lana
Cronaca
Parte della droga e dei soldi trovati nell’ambito dell’operazione che ha portato a trenta arresti
Parte della droga e dei soldi trovati nell’ambito dell’operazione che ha portato a trenta arresti
Parte della droga e dei soldi trovati nell’ambito dell’operazione che ha portato a trenta arresti
Parte della droga e dei soldi trovati nell’ambito dell’operazione che ha portato a trenta arresti

di Laura Lana

Lucida, calcolatrice e senza remore Adele Di Fazio, l’unica donna finita in carcere dopo il blitz dei carabinieri di martedì all’alba che ha visto 30 arresti, in aggiunta di altrettanti indagati dediti al traffico di droga e armi e alla commissione di furti e rapine in tutta la regione. Milanese, 62 anni, "Adé", come la chiamavano i collaboratori, è più della semplice compagna dell’armatore e trafficante Salvatore Bellante, detto "lo zio". Il suo è un ruolo attivo, "pienamente partecipe agli affari illeciti", come descrivono gli inquirenti. E non solo perché partecipa alle conversazioni nell’appartamento di via Dalla Chiesa, trasformato da Bellante in quartier generale appena inizia a scontare i domiciliari. È lei a "fornirgli un consapevole e oggettivamente apprezzabile contributo partecipativo nella realizzazione di tutte le attività illecite". Partecipa agli utili e alle perdite del traffico di droga: si occupa personalmente della rendicontazione dello spaccio e ed è pienamente coinvolta anche nella gestione tanto che Bellante le dà indicazioni precise in caso fosse stato arrestato. "Io non mi faccio prendere, tranquilla. Se succede qualcosa dopo 10 giorni la devi levare (la pistola, ndr). E ricordati che quello del bar mi deve 2.500 euro". E, quando Bellante finisce davvero in carcere, Adele continua da sola l’attività di famiglia. Stringe accordi di fornitura per non meno di 500 grammi di hashish a 3.500 euro al chilo, piazza panetti della stessa sostanza a 2.500 euro al chilo per conto del fratello Michelangelo, resta il punto di riferimento di numerosi pusher ai quali è in grado di garantire l’approvvigionamento, occupandosi di raccogliere i proventi dello spaccio. "Ascolta Fabio, a te ti interessa questo fumo, no? Cos’è che ti serve? Il commerciale?". Dà il benestare alle operazioni, recupera i crediti, discute con Bellante di spedizioni punitive ed è coinvolta a pieno anche nei programmi delle rapine.

Nell’organizzazione di quella - poi saltata - a Cambiago esorta addirittura il compagno a entrare in azione ("Perché non te ne vai a fare la rapina? Vai con loro… tanto non se ne accorge nessuno"), dichiara di non fidarsi di uno dei complici ("Se c’è da scappare, quello corre?"), teme che quello possa sottrarre parte dei Rolex ("Devi stare attento che se vede qualcosa se lo mette in tasca"), dà l’ok sugli attrezzi per immobilizzare la vittima ("quella non si slega più"). È sempre lei a dispensare consigli utili: suggerisce ai collaboratori di cambiare utenze, rivelando il sospetto di essere intercettata, indica le strade da evitare, tiene i rapporti col nipote Emanuele, inserito come corriere e custode della droga, e i fratelli Michelangelo e Vittorio.

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