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Milano 18 luglio 2018 - Un punto percentuale recuperato nei primi sei mesi di quest’anno, sull’onda lunga dell’obbligo scolastico introdotto a settembre 2017; le coperture arrivate al 95% dell’immunità di gregge, che protegge chi non si può vaccinare, tra i bambini di tre e quattro anni per quasi tutti i vaccini obbligatori (la mancano l’emofilo contenuto nell’esavalente, 94,7% per i nati nel 2014, e i coniugati del morbillo parotite e rosolia, 94,8 e 94,9 nella classe del 2015).

Tanto vale in Lombardia la legge Lorenzin, certificano i dati delle 8 Ats illustrati dall’assessore al Welfare Giulio Gallera ieri al Pirellone. «Un bel messaggio, dobbiamo prendere atto» dell’«efficacia» dell’obbligo vaccinale, che sul più preoccupante morbillo ha consentito ai lombardi in età da asilo di superare la soglia, dal 94,5% di quattrenni vaccinati a fine 2017 al 95,3% al 30 giugno, dal 93,9% al 95% per i bimbi di 3 anni.

Mentre alla scuola dell’obbligo, dove per l’infrazione c’è la multa ma non l’esclusione, le coperture, pur crescendo anch’esse di un punto nei primi sei mesi del 2018, restano sotto l’asticella. Ad esempio è protetto dalla difterite solo il 93,5% del lombardi di 8 anni, dal tetano il 93,4%, dalla pertosse il 93,1, dalla polio il 93,2; solo il 92,1% è vaccinato dal morbillo, il 91,3% per la parotite e il 91,6% dalla rosolia. «Non abbassiamo la guardia», avverte il Pd, e annuncia una mozione per chiedere alla Regione di non applicare la «semplificazione» introdotta dalla prima circolare dei ministri della Salute Giulia Grillo e dell’Istruzione

Marco Bussetti: in attesa di metter mano parlamentare alla legge sull’obbligo, il nuovo governo gialloverde ha reintrodotto la possibilità di autocertificare i vaccini per iscrivere i figli al prossimo anno scolastico. «La Lombardia recupera ma ancora non raggiunge l’effetto gregge per tutti i vaccini – sottolinea la consigliera dem Antonella Forattini –. Chiediamo all’assessore di evitare il ricorso all’autocertificazione, può diventare una pratica pericolosa». «Non possiamo non applicare una circolare nazionale» risponde Gallera, ricordando che questa non cancella «l’obbligo di presentare, a marzo, il certificato vaccinale». A due giorni dalla scadenza, metà delle scuole lombarde hanno segnalato alle Ats gli iscritti che non risultavano in regola e non hanno consegnato i documenti che attestino di essersi messi a posto. Al momento sono «intorno all’otto/nove per cento».