Melzo (Milano), 23 agosto 2018 - Come è morta Sara Luciani, la ragazza di 21 anni ripescata nelle acque del canale Muzza il 13 giugno scorso? Indicazioni precise sulla causa del decesso potranno essere fornite solo dalla relazione sull’autopsia del medico legale, il cui deposito è stato prorogato di due mesi, fino a metà ottobre. Sara era scomparsa da Melzo la sera dell’8 giugno: era uscita in auto insieme con il fidanzato, Manuel Buzzini, operaio di 31 anni, che poche ore dopo si è ucciso impiccandosi nel cortile della casa della nonna. Cosa sia accaduto quella notte resta un mistero. L’ipotesi degli inquirenti era che l’operaio avesse ucciso la fidanzata (pare che in passato l’avesse minacciata di morte) e avesse poi spinto la sua auto con lei dentro nel canale, da dove il cadavere e il paraurti della vettura sono stati ripescati cinque gioni dopo .

Tuttavia, allo stato, non si possono escludere nemmeno un malore o un incidente come cause della morte di Sara. Dai primi esiti dell’autopsia è emerso che la giovane non è annegata, ma quando è finita in acqua era già deceduta. E il medico legale non ha individuato sul corpo segni evidenti di lesioni causate da armi o da strangolamento.

Con i due fidanzati quella sera c’era un amico, che ha raccontato di aver assunto cocaina con Manuel e di essersene andato ad un certo punto della serata. I primi esami tossicologici avrebbero escluso che anche la ragazza avesse assunto droga. Dalla relazione autoptica si attendono dunque indicazioni più precise sulle cause del decesso e, di conseguenza, anche su ciò che è accaduto quella notte.