Tutti con il fiato sospeso  da quando nel 2015 è scattata l’amministrazione straordinaria
Tutti con il fiato sospeso da quando nel 2015 è scattata l’amministrazione straordinaria

Pessano con Bornago (MIlano), 8 dicembre 2019 - «Dipendenti e fornitori hanno la precedenza, ma i clienti non sono garantiti». I mobili acquistati e pagati al Mercatone Uno non saranno consegnati. Doccia fredda per 10.500 famiglie – molte della Martesana – che speravano di vedere cucine, camere da letto, tavoli, sedie, divani arrivare finalmente a casa per Natale. E invece gli ordini raccolti nei 55 negozi del Paese – per 4 milion – sono la seconda vittima di Shernon Holding srl. La società fallita a maggio aveva rilevato il panzer del mobile low-cost, ma in pochi mesi di attività aveva accumulato un passivo di 100 milioni.

Mentre a Roma si cerca di dare un futuro al personale, 1.730 i cassintegrati in bilico, 32 nel punto vendita di Pessano, gli acquirenti che avevano deciso di dare fiducia al colosso dell’arredamento sono rimaste a bocca asciutta.  L’epilogo della vicenda era nell’aria, la svolta è stata comunicata dal curatore di Shernon ai creditori «la crisi patrimoniale, economica e finanziaria che ha colpito la società – scrive l’avvocato Marco Angelo Russo – non le ha permesso di approvvigionarsi regolarmente della merce necessaria per evadere gli ordini via via ricevuti».

In pratica, i fornitori, già esposti con la nuova proprietà non avevano realizzato gli arredi. Agli interessati non resta che mettersi in coda nel passivo del fallimento. Su tutte le furie la Federconsumatori che parla di «situazione paradossale». L’associazione chiede «un incontro urgente al ministro dell’Economia Roberto Gualtieri e a quello dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli per discutere degli strumenti adatti ad affrontare la situazione e a tutelare i diritti delle famiglie». La merce ancora custodita nei magazzini verrà venduta in due lotti il 19 dicembre: il primo da 2,2 milioni di euro, il secondo da 1,395 milioni.