Un pastore
Un pastore

Trezzo sull'Adda (Milano), 12 gennaio 2019 - ​«Natura vagante», il Parco Adda Nord si aggiudica un maxi stanziamento della Fondazione Cariplo: al centro, la tutela della “pastorizia nomade” in riva al fiume, la cura dei corridoi ecologici e la conservazione dei prati stabili. Un progetto da un milione e trecentomila euro, finanziato per la gran parte.«Siamo contenti - così il commissario regionale Giovanni Bolis - questo progetto ci consentirà di rivitalizzare le tradizioni che hanno da sempre caratterizzato l’agricoltura lombarda, ma anche di svolgere azioni per implementare il sistema delle aree verdi».

La stesura di Natura vagante è a più mani: vi hanno lavorato Parco Adda Nord, Plis Brembo, Plis Parco Agricolo Nord Est e 5 Comuni, con il supporto scientifico dell’Università degli Studi di Milano. Hanno altresì collaborato l’Associazione culturale Festival del pastoralismo, l’Associazione Faunaviva e l’Associazione Wwf Foppe di Trezzo, oltre al Parco Adda Sud, che ha concesso un cofinanziamento.

Progetto complesso e molto articolato «nato - spiega una nota del Parco - in risposta al bando Capitale naturale, promosso da Fondazione Cariplo. Ammonta complessivamente a circa 1.246.000 euro, finanziati dalla stessa Fondazione per 830mila euro; la restante parte rimarrà in carico agli altri partner». Gli obiettivi: «Primo fra tutti rivitalizzare la pastorizia nomade, ancora oggi presente lungo l’Adda, una ricchezza non solo economica che rimane poco conosciuta ai più. I risvolti culturali sono molti, ma ve ne sono anche di ecologici: laddove ancora avviene la transumanza delle pecore, vi è un corridoio verde utilizzabile anche dalla fauna locale». Natura vagante mira anche alla difesa e alla valorizzazione dei prati stabili: «Sono infatti una fonte di cibo per gli erbivori».

Così il Commissario del Parco Adda Nord: «Desideriamo che le tradizioni che hanno da sempre caratterizzato l’agricoltura lombarda continuino a esistere». E così per il plis Parco Agricolo Nord Est il presidente Silvano Brambilla: «Siamo contenti di aver aderito a questo progetto, addirittura migliore rispetto alla nostra originaria formulazione. Per quel che ci riguarda potremo in tal modo operare per l’ulteriore miglioramento di alcune delle eccellenze che abbiamo, quali l’ex Sanatorio di Ornago, l’area della Collinetta del Cem Ambiente e la piana di Bellusco-Mezzago».