Andrea Lolli
Andrea Lolli

Legnano (Milano), 7 agosto 2018 - «Ho richiesto una perizia tecnica, dalla quale sono emersi questi valori. Le procedure sono chiare e vanno rispettate: si chiede una perizia, si fa un bando, si guarda cosa dice il mercato. Non faccio la guerra a nessuno, solo solo un tecnico che applica le norme». Andrea Lolli è il commissario straordinario della Franco Tosi Meccanica dalla fine del 2013. Un’avventura fatta di alti - il momento in cui è stato formalizzato il passaggio di proprietà della storica azienda di turbine - e di bassi. Bassi come il momento che la procedura di amministrazione straordinaria sta vivendo ormai da oltre un anno. Oggetto del contendere è sempre la proprietà dell’area sulla quale si trova la Tosi, area che secondo il bando del commissario dovrebbe essere venduta a circa 5 milioni di euro. «Troppo per noi, la nostra offerta rimane quella che abbiamo già presentato e non si cambia» ha sentenziato alcuni giorni fa Alberto Presezzi, imprenditore brianzolo che dal 2015 è diventato il patron dell’impresa di piazza Monumento. Un’offerta di molto inferiore ai 5 milioni di euro richiesti. Alberto Presezzi

«Nel mercato non esiste solo Presezzi - commenta Lolli -. Nel caso non ci fossero offerte, allora si vedrà cosa fare. Nel bando abbiamo una clausola che ci permette di accettare un ribasso del 25% e potremmo usufruirne». Lolli e Presezzi, uno contro l’altro di nuovo insomma. «Non voglio sentire parlare di scontri o teorie simili, io faccio solotanto il mio lavoro» tuona il commissario. E probabilmente il nodo di tutta la questione è proprio in questo aspetto: la visione tecnica della questione opposta a quella politica. Quella tecnica chiede l’applicazione delle procedure e quella politica l’orientamento alla soluzione, utilizzando anche se necessario la logica del “venirsi incontro”. «Io ho partecipato a tutti gli incontri, ma francamente quando mi hanno chiesto di “andare incontro” all’imprenditore non ho mai capito cosa si intendesse dire - spiega Lolli -. Non esiste l’andare incontro, la legge è chiara e precisa e io la metterò in pratica sempre. Non esistono le scorciatoie, perché le scorciatoie portano al burrone».

Il bando dovrebbe essere pubblicato intorno ai primi giorni di settembre. «Se tutto non sarà risolto entro la fine di quel mese, noi utilizzeremo il nostro Piano B. Non possiamo continuare ad aspettare» aveva affermato Presezzi. Piano B che, viste le spiegazioni date dall’imprenditore di Burago Molgora negli ultimi mesi, dovrebbe verosimilmente portare proprio in Brianza: la Franco Tosi Meccanica non è mai stata così vicina al trasloco a Burago Molgora, dove la famiglia Presezzi ha il proprio quartier generale e un’altra azienda con stabilimenti e capannoni che potrebbero ospitare lavoratori e macchinari di Legnano.

«Questa è la soluzione ideale per non vendere l’area e far continuare la procedura di amministrazione straordinaria ancora per qualche mese». Mirco Rota, della segreteria nazionale Fiom Cgil e da anni addentro alle vicende della Franco Tosi Meccanica, non le manda a dire e punta il dito contro il commissario straordinario Andrea Lolli dopo la diffusione della richiesta di 5 milioni di euro per la cessione dell’area sulla quale si trova l’azienda di turbine di piazza Monumento. «Non c’è nessuno che possa ragionevolmente credere che l’area si possa vendere a quella cifra - aggiunge Rota -. Avrebbe potuto sviluppare un’idea del genere un anno fa, così oggi a colpi di ribassi saremmo probabilmente arrivati alla cifra giusta per riuscire a trovare un accordo e quello dell’area della Franco Tosi non sarebbe più un problema. Invece i tempi si sono dilatati senza una motivazione reale». Nel caso in cui non arrivassero offerte dopo la pubblicazione del bando per la cessione dell’area a circa 5 milioni di euro, si procederebbe con una nuova gara ma con prezzo ribassato fino al 25%. E questo potrebbe avvenire altre volte nel caso in cui il bando andasse deserto. «Se la cifra richiesta non viene accettata da Presezzi che è già in Tosi, potrebbe forse farlo un acquirente esterno dell’area? Questa logica non ci convince e di sicuro non avrà mai la nostra approvazione».

«Noi non staremo a guardare e da settembre ci muoveremo insieme ai lavoratori - prosegue -. D’altro canto, sarebbero loro i primi a pagare le conseguenze di qualsiasi soluzione fosse attuata» sottolinea il sindacalista della Fiom. Quello di settembre sarà quindi presumibilmente un mese decisivo per le sorti della storica azienda di piazza Monumento, che forse mai nella propria storia ha attraversato un momento di incertezza come quello che sta vivendo attualmente.