La crociata di ‘Vivi Legnarello’: "Non vogliamo un rione dormitorio"

Il comitato traccia il bilancio del 2023 e delle proposte avanzate e bocciate dall’Amministrazione comunale. Obiettivo dichiarato contrastare la desertificazione commerciale e rendere il quartiere più attrattivo

Una manifestazione del rione Legnarello

Una manifestazione del rione Legnarello

Il comitato "Vivi Legnarello" traccia un bilancio a conclusione del 2023 che sta per chiudersi. "Abbiamo tenuta alta l’attenzione sul futuro della nostra zona, che si è concretizzata anche con proposte all’amministrazione comunale in tema di servizi e viabilità - scrivono i promotori delle iniziative, volte a tutelare il quartiere -. Per il Piano di governo del territorio e il Piano del traffico abbiamo presentato proposte a favore del commercio e dei residenti, che purtroppo sono rimaste senza risposta o sono state dichiarate non pertinenti. Anche nel nuovo anno non rinunceremo a chiedere di essere ascoltati dall’amministrazione comunale.

Le vicende passate dimostrano che il dialogo è il metodo migliore per soddisfare le esigenze della cittadinanza". Tra le preoccupazioni maggiori del comitato, formato da residenti e commercianti (tra questi ultimi Elisabetta Fossati, titolare di un negozio di arredi storico), la perdita di attrattività dell’area. "Se il nostro quartiere non vuole diventare un dormitorio va assolutamente fermata la desertificazione commerciale - proseguono -. Chi mai accetterà la sfida di aprire un negozio in una zona senza parcheggi? Non si può continuare a costruire senza reperire gli spazi a parcheggio. Quale sarà l’attrattività di un quartiere dove non c’è più nemmeno un’edicola e ci sono sempre meno negozi, e quindi meno servizi?". Come si ricorderà, in luglio la chiusura dell’edicola (altrettamento storica) di Marco Cavanesi aveva creato malumore e dispiacere: non solo perché un servizio alla cittadinanza veniva a mancare, ma anche per la demolizione "fisica" di un piccolo spazio ben attrezzato (con tanto di servizio igienico e riscaldamento), che poteva essere mantenuto e riutilizzato in altro modo.

Altra nota dolente sollevata, la viabilità. "Vanno poi risolti i problemi in entrata e uscita dalla nostra zona in alcuni punti critici - ricordano - . Citiamo come esempio l’incrocio fra via Volta e corso Sempione, dove va seriamente pensata la sostituzione dello spartitraffico con una rotatoria, e gli incroci di via Filzi con via Volta e via Resegone, spesso teatro di manovre azzardate e pericolose, per i quali andrebbe valutato il ritorno alla circolazione a rotatoria".