La commemorazione dei lavoratori della Tosi deportati nel campo di concentramento di

Legnano (Milano), 16 gennaio 2017 - "Oggi, specialmente oggi, non posso evitare un cenno alla situazione presente. E’ noto che la Franco Tosi rischia di cambiare sede". Parole pesanti come macigni quelle del sindaco Gianbattista Fratus che ieri, durante la commemorazione degli operai deportati, ha spiegato la situazione in cui versa l'azienda. Sul tavolo la sopravvivenza legnanese della Franco Tosi dopo 137 anni nella città del Carroccio.

Secondo la perizia in possesso del commissario straordinario Andrea Lolli l'area su cui sorge l'azienda vale 8 milioni di euro. Secondo i dati di Alberto Presezzi, imprenditore brianzolo che a marzo del 2015 ha acquistato il ramo d’azienda salvando di fatto l’aspetto produttivo della Tosi e i suoi circa 300 dipendenti, non ne vale più di un milione e 600mila euro. "Lolli vuole distruggere la Tosi a Legnano, questo deve essere chiaro - ha spiegato l’imprenditore brianzolo -. Una valutazione così alta è una vergogna per un’area fatiscente come è questa. La nostra non è un’offerta speculativa".

Il sindaco sul punto è stato chiarissimo: "Voglio ribadire ancora una volta che l’amministrazione comunale, pur con tutti i limiti imposti all’azione dell’ente pubblico, continuerà a impegnarsi perché questo non succeda", riferendosi al trasferimento in un altra sede. Ad aprire la commemorazione Alberto Varoli, delle rsu aziendali, che a nome di tutti i lavoratori ha ribadito che le intenzioni dei lavoratori è quella che la Tosi resti a Legnano.

Tornando alla manfestazione, dopo il saluto delle autorità, è toccato alla massima dirigente nazionale dell'Anpi, Carla Nespolo, tenere un discorso: "Saluto le istituzioni qui presenti con i gonfaloni perché quando stanno dalla parte dell’antifascismo, vuol dire che stanno dalla parte della democrazia e questo è quello che conta per il Paese e per l’Europa".