Un interno dell’abbazia cistercense di Morimondo durante  una delle tante manifestazioni
Un interno dell’abbazia cistercense di Morimondo durante una delle tante manifestazioni

Morimondo (Milano), 13 novembre 2019 - Quella volta… c’era Napoleone. E non è un modo dire. Sono passati due secoli dall’ultima volta in cui la grande abbazia di Morimondo – il più celebre tra i monumenti dell’Abbiatense – è appartenuta a un unico proprietario. Ebbene, entro la fine del 2019 il complesso diventerà interamente di proprietà del Comune, che sta preparando un grosso investimento da 100mila euro l’anno per la manutenzione straordinaria. Un vero e proprio progetto di rilancio, qualche secolo dopo i cistercensi. Ma andiamo con ordine. In epoca napoleonica, con la soppressione degli ordini religiosi, la chiesa abbaziale e alcuni edifici annessi passarono allo Stato, mentre la parte del monastero finì nelle mani di un privato cittadino. E così è stato fino al 1980, quando il Comune ha acquistato proprio l’area del monastero. Il resto dell’edificio, invece, è rimasto nelle mani del demanio; il quale – a onor del vero – non si è mai preoccupato granché del complesso, visto che l’ultimo intervento statale rilevante risale agli Anni 50 del novecento.

Fino al 2011, quando è stato coinvolto il ministero dei Beni Culturali e avviato l’iter che permette il trasferimento gratuito dei beni demaniali agli enti locali, in presenza di un progetto di valorizzazione. Iter che è stato concluso solo ora, con il passaggio in Consiglio comunale. A questo punto si attende solo il definitivo via libera dal demanio. «Il programma di valorizzazione è già stato stilato – spiega il sindaco di Morimondo, Marco Marelli – e prevede un investimento da 300mila euro nei primi tre anni, sperando nel contempo di poter accedere a bandi e finanziamenti. I lavori? Interverremo sui muri intaccati dall’umidità e sul tetto; inoltre realizzeremo un impianto di riscaldamento per rendere l’abbazia più fruibile durante i mesi inverali. Continueremo a garantire le celebrazioni all’interno della chiesa abbaziale e anche i concerti, naturalmente». «Siamo molto contenti, si completa un percorso iniziato otto anni fa». A questo punto restano solo un paio di dettagli da definire; in primis il ruolo della Fondazione Abbatia Sancte Marie de Morimundo («con loro non abbiamo ancora parlato» – ha precisato Marelli) e l’eventuale utilizzo di alcune sale da parte della parrocchia, che in precedenza aveva stipulato una convezione con il demanio. Oggi, però, il parroco unico di Morimondo-Ozzero risiede a Ozzero, quindi si dovrà capire se la Curia è ancora interessata agli spazi occupati in precedenza.