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Nerviano (Milano), 23 febbraio 2017 - L’idea di sviluppare una molecola in grado di arrivare «dritta al bersaglio», colpendo massa tumorale e metastasi, risale al 2006. Dieci anni di lavoro nei laboratori del Centro Ricerche di Nerviano, condotti da una equipe formata da medici, chimici e biologi, hanno portato alla creazione di un farmaco rivoluzionario, l’Entrectinib, che in futuro potrebbe arrivare a sostituire, in alcuni casi, la chemioterapia. In un fase ancora sperimentale, nuovi dati confermano l’efficacia del medicinale (lo sviluppo clinico era stato avviato al Niguarda Cancer Center e all’Istituto Nazionale dei Tumori, per poi essere espanso su scala mondiale grazie all’azienda farmaceutica americana Ignyta), al centro anche di una pubblicazione sulla rivista scientifica Cancer Discovery. I test sono stati condotti su un totale di 119 pazienti, in ospedali in Europa, Stati Uniti e Asia. Dei 25 casi che mostravano le caratteristiche idonee per la terapia il 79% ha risposto al trattamento, evidenziando «un ottimo profilo di tollerabilità».

Per tre pazienti affetti da tumore al polmone, carcinoma delle ghiandole salivari e tumore al colon il tasso di risposta alla terapia è stato del 100% con la scomparsa completa, in un caso, delle metastasi cerebrali. Il farmaco - prima innovazione - viene somministrato per via orale. E una volta assunto «colpisce con precisione il bersaglio molecolare», la massa tumorale e le metastasi. A guidare l’equipe nel Centro Ricerche di Nerviano è la dottoressa Elena Ardini, responsabile del progetto, che non nasconde l’orgoglio. «Un team composto da una cinquantina di persone con competenze diverse - racconta - ha lavorato duramente per raggiungere un obiettivo comune, con passione e senso di responsabilità verso i pazienti». La sperimentazione si è svolta su pazienti affetti da tumori in fase avanzata, che non potevano più essere operati. «Abbiamo rilevato che in alcuni casi il farmaco ha ridotto la massa del tumore e anche le metastasi - sottolinea Elena Ardini -. In una fase più avanzata - prosegue - potrebbe arrivare a sostituire la chemioterapia».

Una prima ribalta internazionale risale all’anno scorso, a New Orleans, nel corso di uno dei congressi più importanti in campo oncologico. Presto il farmaco, una volta terminata la fase sperimentale, potrebbe essere messo in commercio. «Questi risultati positivi delineano le potenzialità di Entrectinib - sottolinea Salvatore Siena, direttore del Dipartimento di Ematologia e Oncologia dell’ospedale Niguarda di Milano -. Guardiamo con molta attenzione al nuovo farmaco, che si è dimostrato efficace per tanti tipi di tumori».