Cinghiali in strada (repertorio)
Cinghiali in strada (repertorio)

Ozzero, 11 gennaio 2019 - Non c'è alcun cartello stradale che indica il pericolo. Ma l’eventualità, che percorrendo la Statale Vigevanese nel tratto più prossimo al fiume, che si possano incontrare dei cinghiali non è remota. Sono stati proprio alcuni automobilisti in transito su questa strada, molto trafficata, a segnalarlo. L’ultimo avvistamento nella mattinata di martedì. La notizia è stata ripresa anche da alcune associazioni, che hanno segnalato al Parco questa situazione.

In particolare Lorenzo Croce, presidente nazionale Aidaa, ha avvisato il comando forestale e la direzione del Parco del Ticino affinché provvedano alla messa in sicurezza dei cinghiali per la loro incolumità, ma anche per quella degli automobilisti di passaggio che potrebbero trovarsi di fronte i cinghiali e quindi rischiare qualche incidente. «Nel territorio lungo la statale noi non possiamo agire.

Le deve fare la Polizia provinciale» affermano al servizio vigilanza del Parco. «Comunque noi continuiamo con la nostra opera di verifica e contenimento della specie, abbattendo questi animali, molto prolifici». «In questi giorni, con l’acqua bassa, ci sono dei branchi che passano da una sponda all’altra del fiume. La maggior concentrazione è su quella lombarda».  I cinghiali sono animali che non si possono contenere in recinti: basta vedere con quale facilità hanno superato le barriere che delimitano le proprietà autostradali. Come fare a contenerli? Una soluzione la suggerisce Andrea Reversi (nella foto in altro a destra), consigliere comunale a Cisliano, esperto del settore faunistico e venatorio. «La situazione attuale è frutto di una mancata, o comunque non idonea gestione della specie, da sempre presente nel nostro Paese.

Le leggi inoltre sono ormai vecchie di quasi trent’anni». «La soluzione è una sola - aggiunge -: si mettano da parte le stupide sensibilità di chi un cinghiale non sa nemmeno come sia fatto, si aggiorni l’articolo 19 della legge 175 del 1992 che disciplina il controllo delle specie giudicate problematiche o dannose, si riporti la competenza sulle specie cacciabili dal ministero dell’Ambiente a quello dell’Agricoltura, come peraltro accade in tutta Europa, e si adottino tutti gli atti necessari a varare un buon sistema di gestione che veda nei cacciatori formati che vivono il territorio i protagonisti di abbattimenti mirati e tempestivi qualora ce ne fosse bisogno».