Vertici e dipendenti dell’azienda

 Calolziocorte, 18 marzo 2018 - Willy Wonka nella sua fabbrica di cioccolato probabilmente al posto degli Umpa Lumpa avrebbe preferito la nuova pressa 20/980, un concentrato di energia e potenza realizzata dai tecnici della Gsr Cocoa machinery di Calolziocorte, società fondata nel 1992 e specializzata in macchinari per la pressatura del cacao esportati in tutto il mondo e utilizzati negli stabilimenti delle più importanti multinazionali del settore. Una realtà che conta una ventina di dipendenti e un fatturato di 10 milioni di euro. «Questa nuova pressa si caratterizza per una capacità produttiva mai concepita prima, un esempio di forza potente capace di adattarsi anche agli spazi più limitati – spiegano i titolari Giuseppe e Luigi Turla -. Si tratta di una novità che nasce da una grande competenza tecnica unita ad una profonda conoscenza delle necessità dei clienti, studiate attentamente per dar vita ad un prodotto capace di soddisfare i nuovi trend nel settore del food processing, tra cui sicurezza alimentare, qualità e sostenibilità».

Ergonomia, igiene, standard elevati, design italiano, risparmio energetico, minore manutenzione e capacità produttiva incrementata del 10%, che per i clienti significano minori costi e spese e ovviamente più tavolette di cioccolato, quindi più affari e più soldi. Il macchinario del resto è stato concepito e progettato proprio insieme ai clienti. «I nostri ingegneri hanno ideato una pressa di eccellente manifattura, in grado di garantire all’acquirente una capacità produttiva incrementata di circa il 9–10%», spiegano sempre i titolari della Gsr.«In aggiunta particolari studi sono stati condotti per assicurare che le operazioni di manutenzione ordinaria potessero essere svolte in modo facile e veloce per evitare fermi macchina troppo lunghi. Vanno poi aggiunti i risultati sulla riduzione dei consumi energetici». Insomma “Yes We A.R.E.”, come recita lo slogan che appare sul website dell’azienda dove “A” sta per attenzione, “R” per ricerca e infine la “E” per etica.

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