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17 gen 2022

Monticello Brianza, addio a Diego morto a 22 anni dopo 1.291 giorni trascorsi in coma

Era stato coinvolto in un incidente nel luglio del 2018, mentre viaggiava sull’auto di un amico, da allora non si era più ripreso

daniele de salvo
Cronaca
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L'incidente e l'auto ribaltata sulla strada a Sirtori

Monticello Brianza (Lecco), 18 gennaio 2022  - Diego è morto al termine di "un calvario di sofferenza e dolore" per lui e i suoi familiari lungo 1.291 giorni. Diego Scaccabarozzi, 22enne di Monticello Brianza, era infatti ricoverato senza essersi più ripreso dalla sera del 7 luglio 2018, quando di anni ne aveva 19, in seguito ad un incidente stradale avvenuto a Sirtori. "Milleduecentonovantuno giorni di prigionia e di dolore durante la quale la morte ha beffato le nostre speranze - il commento durante l’omelia del parroco don Marco Crippa, che ieri ha celebrato il funerale -. Sono stati giorni faticosi per noi e ancora di più per Diego".
Nonostante il calvario di sofferenza, dolore e anche sconforto il messaggio affidato dal sacerdote ai familiari e agli amici è un atto di amore: "Non possiamo nulla contro la morte, però possiamo decidere come vivere e chi amare e in questi 1.291 giorni abbiamo amato Diego". Diego, al momento dell’incidente che che lo ha tenuto prigioniero in un limbo tra la vita e la morte per tre anni e mezzo, era in auto insieme ad altri tre amici: era accomodato insieme ad un amico sul sedile posteriore di una Lancia Y guidata da un 20enne della zona accanto a cui sedeva un quarto ragazzo.
Si sono schiantati contro una Fiat 600 che arrivava dall’altra parte. Diego ha riportato le ferite peggiori ed è piombato da un buio da cui non si è più ripreso, nonostante i primi soccorsi disperati in strada, la fole corsa in ambulanza in ospedale all’Alessandro Manzoni di Lecco, l’operazione d’urgenza a cui ne sono seguite altre, i trasferimenti da un ospedale all’altro e i ricoveri in centro di riabilitazione. Diego, che si era appena diplomato al Ghandi di Besana Brianza, era un calciatore della Asd Sirtorese, la cui maglia adagiata sul feretro chiaro ricoperto da un tappetto di gigli bianchi lo ha accompagnato nel suo ultimo viaggio.

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