L’orrore nazista a Busto: "Ora rilancio l’appello del Papa ai potenti . Basta con la guerra"

Maria Antonietta Cucchetti, rimase senza il padre a 12 anni prelevato in fabbrica dalle SS. Oggi a 92 anni rivive il passato e racconta: "Non pensavo alla mia età di dover assistere ancora a tanto dolore".

L’orrore nazista a Busto: "Ora rilancio l’appello  del Papa ai potenti . Basta con la guerra"
L’orrore nazista a Busto: "Ora rilancio l’appello del Papa ai potenti . Basta con la guerra"

Il 10 gennaio 1944, 80 anni fa, cambiò la vita di Maria Antonietta Cucchetti, oggi novantaduenne, allora una ragazzina di 12 anni, la maggiore di tre figli e della mamma Teresita, al quinto mese di gravidanza: il papà, Arturo Cucchetti, operaio alla Ercole Comerio, esponente della Commissione interna dell’azienda, quel giorno fu arrestato a Busto Arsizio, in fabbrica, con altri lavoratori dai nazisti e nelle settimane successive deportato nel lager nazista di Mauthausen, da cui non fece ritorno. È un marchio doloroso impresso nell’affetto di una figlia per il padre, quella data, una memoria che l’accompagna da 80 anni. Maria Antonietta si è sposata, ha avuto due figli, è nonna, ma quella data è una ferita mai rimarginata in lei che rivive quel dolore davanti alle immagini ogni giorno trasmesse dalle zone di guerra, Ucraina, Palestina e Israele.

Maria Antonietta, sono trascorsi 80 anni dal quel tragico 10 gennaio, purtroppo anche oggi l’orrore della guerra è quotidiano, gli appelli alla pace parole inascoltate.

"Per me è una sofferenza vedere nei telegiornali la distruzione causata dalle bombe, le persone disperate, un colpo al cuore i bambini tra le macerie, quando avrebbero diritto di giocare e andare a scuola. Torno con il ricordo alla seconda guerra mondiale, alle mie paure, alla sofferenza della mia famiglia, con la perdita di nostro padre. Non pensavo arrivata alla mia età, quest’anno a maggio compio 93 anni, di dover assistere ancora a tanto dolore per le guerre. Condivido per questo ogni appello di Papa Francesco rivolto ai governanti, ai potenti della terra che sembrano non avere pietà per le vittime, neppure per i bambini, di deporre le armi, faccio mio l’appello del Papa: basta guerra, fate la pace, fatela per i bambini a cui state rubando il futuro, la guerra, lo dico per esperienza, lascia ferite interiori che non si rimarginano".

Quel 10 gennaio lei non l’ha mai dimenticato.

"È cambiata la mia vita, quella di mia mamma, di mio fratello Carlo e di mia sorella Olga, senza il papà. La ferita resta, si riapre di fronte alle guerre e ogni volta che viene offesa la memoria della lotta antifascista e dell’Olocausto. Qualche giorno fa è stata vandalizzata la targa dedicata alla senatrice a vita Liliana Segre, a lei voglio esprimere la mia solidarietà oltre che la gratitudine per aver trasmesso a tanti giovani la testimonianza dell’orrore di Auschwitz che lei ha vissuto da bambina, entrambe, in situazioni differenti, il nazifascismo ci ha private del papà come tanti bambini oggi nei paesi in guerra. Ecco, non deve più accadere". Quando ha saputo che suo papà era morto?

"Nel giugno 1944 a arrivò a casa una lettera dalla Germania che ci informava della morte del papà sotto un bombardamento, non era la verità che abbiamo scoperto invece nel luglio 1945 quando accompagnai a Gallarate mia mamma per incontrare due operai della Franco Tosi, sopravvissuti e tornati a casa, ci dissero di essere stati nella stessa baracca di mio papà e poi descrissero la sua orribile morte. Non c’era stato alcun bombardamento: papà era morto ucciso a bastonate e poi portato subito nel forno crematorio. Un racconto terribile che non ho mai dimenticato". Oggi Maria Antonietta Cucchetti lancia il suo appello, "ai giovani dico: non dimenticate il sacrificio di milioni di sterminati nei lager nazisti".