L'ibis sacro fotografato sulle rive del Lario

Lierna (Lecco), 11 giugno 2018 - Una divinità egizia sul Lario. Ieri mattina a Lierna, all’imbocco di «quel ramo del lago di Como che volge a mezzogiorno», è stato avvistato un ibis sacro, una sorta di pellicano del Nilo originario dell’Egitto, dove, ai tempi dei faraoni, era considerato la raffigurazione terrena del dio Thot, dio della luna, della sapienza, della scrittura, della magia, della misura del tempo, della matematica e della geometria.

Il volatile è atterrato nel giardino di una villetta, per poi spiccare quasi subito nuovamente il volo, lasciando agli ospiti solo il tempo di immortalarlo con la macchina fotografica. Dallo scatto si evince che si tratta di un giovane esemplare per la colorazione grigio e bianca del collo. E’ il primo avvistamento del genere in provincia di Lecco, non però in Lombardia, dove è stato visto sia nell’area della Pianura Padana, sia nella Valle del Lambro. Purtroppo. «In Italia l’ibis sacro è una specie ormai nidificante naturalizzata – spiega Lello Bonelli, presidente del Wwf di Lecco, immediatamente informato dell’avvistamento -. Si tratta in pratica di una specie introdotta in tempi recenti e presente allo stato selvatico in grado di autosostenersi e di diffondersi spontaneamente. Nel resto d’Europa ha creato impatti notevoli sulla biodiversità delle aree invase». Lo sanno bene in Francia, dove nel 2004 una sola coppia di ibis sacri ha sterminato un’intera colonia di beccapescisterna, mentre altrove a farne le spese sono stati mignattini, pavoncelle, cavalieri d’Italia e germani reali. «E’ una specie da tenere sotto stretto controllo, sperando che non si insedi anche da noi», proseguono dal Wwf lecchese.