L'ingresso dell'ospedale di Lecco
L'ingresso dell'ospedale di Lecco

Lecco, 6 settembre 2018 - La carica dei mille per appena due posti di lavoro. Si tratta però di posti fissi, a tempo indeterminato, in un ente pubblico da cui è pressoché impossibile essere cacciati e con una retribuzione media base di circa 20mila euro lordi annui, più di 1.500 al mese tredicesima compresa, senza tuttavia calcolare le altre indennità contrattuali varie tra straordinari, festivi, reperibilità e altro ancora. Accaparrarsi l’incarico è un po’ come vincere alla lotteria nazionale, sia perché oltre ai requisiti e al merito ci vuole fortuna, sia perché in fondo ci si sistema per la vita.

A scatenare la mobilitazione da tutta Italia – ma anche da oltre confine – è stato il concorso indetto dai vertici dell’Azienda socio-saniataria territoriale lecchese per reclutare due Oss, cioè due operatori socio sanitari. I candidati ammessi alla selezione sono 1.005, più altri 35 su cui pende però la “spada di Damocle” della riserva, perché devono ancora perfezionare la pratiche burocratiche, per un totale di 1.040 pretendenti. Sono talmente tanti che per le diverse prove d’esame – tre in tutto tra test preselettivo di cultura generale per scremare il numero dei partecipanti, prova pratica e prova orale – è stato necessario affittare i padiglioni del Centro Lariofiere di Erba, dove gli Oss devono presentarsi il 26 settembre per il via della corsa al posto.

I pretendenti provengono da tutta la Penisola, da nord a sud, da Enna in Sicilia a Chiavenna in alta Valtellina, passando per ogni regione e provincia del Belpaese. Molti però sono stranieri sebbene residenti in in Unione europea: sono originari di Marocco, Albania, Romania, Moldavia, Ucraina, Germania, Francia, Benin, Canada, Cuba, Perù, Bolivia, Colombia, Messico, El Salvador, Brasile, Burkina Faso, Argentina, Ecuador e Repubblica Domenicana, pronti a trasferirsi da un giorno all’altro sulle sponde del lago o in Brianza per un impiego stabile. I 1.040 candidati ammessi sono tutti Oss qualificati, che hanno cioè ottenuto la qualifica dopo 24 mesi di corso, stage e tirocini.

I due prescelti saranno destinati a seconda delle necessità ai tre presìdi dell’Asst provinciale, cioè il Manzoni del capoluogo, il  Mandic di Merate e l’Umberto I di Bellano. Non è la prima volta che per un posto fisso in corsia si raggiungono cifre a tre zeri, era già capitato per un concorso per infermieri e in precedenza per un primo concorso per Oss. «Oltre ai due posti previsti, dalla graduatoria che verrà stilata potremo attingere pure in futuro per le integrazioni degli organici», spiegano dai piani alti della sanità locale.