“Carlo Gilardi animato da spirito francescano”. Ecco perché tutti sono stati assolti

Nessuno lo ha raggirato: la Cassazione annulla la pena anche all’ex badante condannato a un anno e 8 mesi

Carlo Gilardi davanti alla casa di Airuno dove ha vissuto fino al 2020 prima di finire in casa di riposo

Carlo Gilardi davanti alla casa di Airuno dove viveva fino al 2020 prima di finire in casa di riposo È morto nello scorso ottobre

Lecco, 7 marzo 2024 – Tutti assolti , anche l’unico al quale era stato inflitto il carcere. Per i magistrati nessuno ha raggirato l’anziano professore Carlo Gilardi, il benefattore del piccolo paese di Airuno, nel Lecchese, che era stato chiuso in una casa di riposo per "tutelarlo" dalle mire di chi voleva i suoi soldi.

La decisione della Corte di Cassazione di annullare la pena di un anno e 8 mesi all’ex badante Brahim El Mazoury e rinviare gli atti alla Corte d’Appello pone tanti interrogativi su un’inchiesta che ha tenuto banco negli ultimi anni. Nella comunità del Lecchese dove l’ex docente ha vissuto fino al 27 ottobre 2020 quando venne prima ricoverato in ospedale, poi nella Rsa Airoldi e Muzzi, e dove è deceduto il 22 ottobre scorso, i residenti non commentano.

Il sindaco

"Per noi è una vicenda chiusa da tempo, ricordiamo il professor Gilardi come punto di riferimento per decenni della nostra comunità e per questo anni fa gli abbiamo conferito l’onorificenza, spiega il sindaco Alessandro Milani sottolinea 

Il Comitato

Il 27 ottobre 2020 è lo spartiacque della vita di Carlo Gilardi, dove si aprirono inchieste e battaglie di un comitato nato per chiedere la sua libertà: "Lui – sostengono ancor oggi i rappresentanti del comitato – non voleva andare in casa di riposo". Accanto alla vicenda umana c’è l’indagine della Procura di Lecco per far luce su quanto accaduto tra il 2016 e il 2019 nella sua casa: sette persone, tra cui l’ex badante Brahim El Mazoury, sono finite a giudizio per circonvenzione di incapace.

Lo avrebbero raggirato, chiedendo soldi al professor Gilardi per le loro attività, e all’ex badante fu contestato l’incasso di 18mila euro. In sede di udienza preliminare, Brahim El Mazoury aveva patteggiato un anno e 8 mesi, sentenza confermata anche in Appello, mentre un tunisino che viveva nella casa dell’anziano docente fu prosciolto. Uno degli altri cinque era morto durante il processo, per gli altri era arrivata l’assoluzione a gennaio "perché il fatto non sussiste".

Gli avvocati

"Tra i documenti dell’inchiesta – sostiene l’avvocato Andrea Artusi, che assisteva due degli imputati, tutti stranieri – non c’erano elementi o reati a carico di quelle persone e non c’era la circonvenzione d’incapace. Lo spirito francescano di Carlo Gilardi portava a elargizioni nei confronti di persone in difficoltà, sia extracomunitari che conoscenti del paese che si rivolgevano a lui che era solamente un benefattore".

Uno dei temi del processo era la capacità di intendere e volere del docente in pensione e l’avvocato Mattia Alfano, difensore dell’ex badante chiarisce che "non c’è mai stata una perizia che sostenesse la totale incapacità di intendere e lo abbiamo ribadito in tutte le sedi di giudizio". Dopo la decisione della Cassazione di annullare la sentenza di condanna dell’ex badante e rinviare gli atti alla Corte d’Appello di Milano, si attendono le motivazioni su un’inchiesta che ha fatto tanto clamore ma non ha un colpevole. Del caso si era occupata anche la Corte europea dei diritti dell’uomo, che aveva considerato ingiustificato il trasferimento del professore in Rsa. Ma la morte di Gilardi era arrivata prima della sua “liberazione“.