Milano, 22 settembre 2020 - 

LETTERA

Caro Direttore, dalle urne delle regionali sembra profilarsi un pareggio fra centrodestra e centrosinistra. Il referendum, pur con qualche sfumatura, è passato con una larga maggioranza di sì. Chi voleva dare una spallata al governo è rimasto deluso. Ma neppure a Palazzo Chigi possono dirsi del tutto tranquilli. Antonella, da ilgiorno.it

RISPOSTA

Su un punto ha ragione: la spallata al governo non ci sarà, se i risultati si confermeranno in linea con quelli delle proiezioni. Il fortino toscano del centrosinistra ha retto all’assalto di Matteo Salvini e della sua candidata Susanna Ceccardi. E lì ha prevalso la formula tradizionale di un’alleanza senza i Cinque stelle, guidata da Eugenio Giani, un candidato scelto da Matteo Renzi. Al contrario, in Liguria l’accordo Pd-pentastellati non ha prodotto risultati. Al centrodestra la soddisfazione di avere conquistato le Marche dopo 25 anni di giunte progressiste, e la scontata affermazione nel Veneto. Con questo scenario, supportato nel risultato significativo del taglio dei parlamentari, Palazzo Chigi esce rafforzato. Un dato che però vale solo nell’immediato e per chi, come l’attuale maggioranza, è costretto a vivere alla giornata, con buona pace dei veri problemi del Paese. Tutti i nodi della vigilia delle elezioni restano ancora da sciogliere. Tutta da impostare, prima ancora che da giocare e da vincere, la partita sul Recovery Fund, decisiva per assicurare una ripresa a un’economia che non ha ancora smesso di soffrire. Inoltre i modesti risultati ottenuti al Nord da quello che in Parlamento è ancora il primo partito saranno oggettivamente un problema.