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4 dic 2021

Speculazioni sul prezzo del latte: stalle lombarde a rischio chiusura

Coldiretti: "Nonostante l’accordo l’industria paga meno di 40 centesimi al litro, pronte le denunce"

carlo d’elia
Economia
L’operazione di mungitura di una mucca da latte in una cascina del Parco agricolo Sud Milano
L’operazione di mungitura di una mucca da latte in una cascina del Parco agricolo

Milano - A rischio c’è il futuro di 5mila stalle lombarde. A lanciare l’allarme è la Coldiretti della Lombardia, regione dove viene prodotto oltre il 40% del latte italiano, che evidenzia la situazione di migliaia di realtà del territorio che producono latte, ma che sono ancora costrette a lavorare sotto i costi di produzione, vale a dire in perdita, perchè l’accordo di filiera raggiunto al tavolo ministeriale non è ancora diventato operativo. "Il latte ai nostri allevatori oggi viene pagato dall’industria abbondantemente sotto i 40 centesimi, mentre le quotazioni del latte spot è schizzato sopra i 50 centesimi sia in Italia che in Germania", svela il presidente di Coldiretti Lombardia Paolo Voltini. "Non si può aspettare oltre per rendere immediatamente operativo l’accordo di filiera raggiunto per fermare la speculazione in atto sul prezzo del latte alla stalla", aggiunge il presidente nazionale della Coldiretti Ettore Prandini.

A preoccupare sono soprattutto gli aumenti dei costi di produzione. "Davanti all’esplosione dei costi di energia e mangimi e con il latte spot, il burro e la polvere di siero venduti sul mercato a quotazioni record – sottolinea ancora il presidente Coldiretti – è necessario adeguare subito i compensi riconosciuti agli allevatori sulla base del protocollo sottoscritto da tutta la filiera al tavolo latte del Ministero delle politiche agricole, che prevede un aumento fino a 4 centesimi da parte della grande distribuzione e dei caseifici". La Coldiretti è pronta a protestare: "Senza segnali concreti dopo la pubblicazione del decreto legislativo in Gazzetta ufficiale – conclude Prandini – siamo pronti a presentare le prime denunce contro pratiche sleali per tutelare il lavoro e la dignità delle imprese di allevamento, ma anche per salvare un intero sistema fatto di animali, di prati per il foraggio, di formaggi tipici ed evitare lo spopolamento e il degrado di interi territori soprattutto in zone svantaggiate".
 

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