Bonus casa: nuove scadenze
Bonus casa: nuove scadenze

Se da un lato il Superbonus 110 è il perno della Legge di bilancio 2022, in quanto incentivo straordinario in grado di riqualificare il patrimonio immobiliare italiano e rilanciare al tempo stesso l'economia nazionale trainata dal settore dell'edizilia, dall'altro la vera corsa contro il tempo interessa il meno vantaggioso - solo in termini assoluti - Bonus facciate, rifinanziato nella manovra economica per il 2022 ma con un'agevolazione fiscale più bassa. Ecco perché chi è interessato a sfruttarlo pienamente deve fare in fretta: non c'è tempo da perdere.

La detrazione

L'agevolazione fiscale è molto interessante: corrisponde infatti a una detrazione fiscale del 90% fino al 31 dicembre 2021. L'anno prossimo, invece, si ridurrà al 60%, incentivo comunque appetibile ma non così vantaggioso. Entro il 31 dicembre 2021, dunque, vanno pagati con bonifico bancario o postale i lavori da portare in detrazione anche se l'intervento verrò poi eseguito e ultimato dopo il 2021. La detrazione delle spese sostenute nel 2021 va ripartita in dieci quoti annuali di medesimo importo. L'ammortamento è quindi più lungo di quello realtivo al Superbonus (5 anni)

I vantaggi

Rispetto al Superbonus al 110% le procedure sono semplificate, a partire dal fatto che non è necessario migliorare di due classi energetiche l'edificio dove viene svolto l'intervento. Non solo, per quanto riguarda la parte economica non esistono limiti di spesa e detrazione. Al pari del Superbonus, il legislatore ha previsto la possibilità di "trasformare" la detrazione fiscale  in uno sconto in fattura dello stesso ammontare o di minore importo. Ad applicare lo sconto è l'impresa edile che a sua volta potrà usufruire del credito d'imposta, dopo aver anticipato la somma scontata al cliente, o può cedere il credito a banche o soggetti intermediari. In altre parole il fornitore non sosterrebbe spese, trasferendo il credito a soggetti terzi tramite un contratto.

Gli interventi ammessi

Il bonus facciate è valido per la tinteggiatura delle zone opache e il ripristino delle facciate degli edifici residenziali e non, di qualsiasi categoria catastale. Parliamo dunque di lavori che interessano l'involucro esterno, la facciata ovviamente, ma anche gli altri lati dell'edificio purchè visibili dalla strada o da suolo a uso pubblico. Rientrano la ristrutturazione dei balconi, degli ornamenti e dei fregi, ma anche opere che migliorano il decoro urbano (cornicioni, pluviali etc.) e l'isolamento termico, anche senza la sostituzione dell'impianto di riscaldamento. L'ambito di applicazione è dunque molto più ampio rispetto ai limitati e vincolanti interventi del Superbonus 110%.

I limiti

Gli immobili devono essere situatu nelle zone A e B dei Comuni, identificate tali nel pgt o nei regolamenti municipali. Le prime corrispondono ai centri storici, le seconde ad aree altamente o mediamente edificate. Nel caso di ritinteggiatura, l'intervento non deve essere superato il 10% dell'intonaco complessivo.

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