È UN MANAGER che unisce due continenti, Sergio Tommasini. L’impegno professionale dell’amministratore delegato di Airone Seafood si può scindere in due grandi momenti: i mesi trascorsi a Reggio Emilia e quelli vissuti ad Abidjan, principale centro urbano della Costa d’Avorio e finestra sull’Atlantico. Ci sono circa 5mila chilometri di distanza in linea d’aria tra le due città ed è proprio in due poli così lontani che si svolge l’attività di Airone Seafood, azienda specializzata in conserve ittiche con quartier generale nel cuore della food valley emiliana e polo produttivo e di trasformazione nell’Africa occidentale. Lì dove Tommasini è arrivato da pochi giorni, per poi fare rientro in Italia a fine giugno. "Ad Abidjan diamo lavoro a 1.500 persone – spiega – e siamo qui da oltre 25 anni. Il nostro legame con la Costa d’Avorio è speciale, anche per questo avvertiamo...

È UN MANAGER che unisce due continenti, Sergio Tommasini. L’impegno professionale dell’amministratore delegato di Airone Seafood si può scindere in due grandi momenti: i mesi trascorsi a Reggio Emilia e quelli vissuti ad Abidjan, principale centro urbano della Costa d’Avorio e finestra sull’Atlantico. Ci sono circa 5mila chilometri di distanza in linea d’aria tra le due città ed è proprio in due poli così lontani che si svolge l’attività di Airone Seafood, azienda specializzata in conserve ittiche con quartier generale nel cuore della food valley emiliana e polo produttivo e di trasformazione nell’Africa occidentale. Lì dove Tommasini è arrivato da pochi giorni, per poi fare rientro in Italia a fine giugno.

"Ad Abidjan diamo lavoro a 1.500 persone – spiega – e siamo qui da oltre 25 anni. Il nostro legame con la Costa d’Avorio è speciale, anche per questo avvertiamo una forte responsabilità sociale che si manifesta in aiuti concreti". Dal sostegno alle cliniche regionali ai contributi per la scolarizzazione dei figli dei dipendenti, l’azienda è impegnata in diversi progetti che contribuiscono a rendere ancor più speciale quel legame con un Paese caratterizzato da un marcato disequilibrio sociale. "Qui abbiamo a che fare con 18 sigle sindacali. Devo dire che proprio il confronto continuo con i sindacati è di grande aiuto, perché ci consente di capire quali temi affrontare con più urgenza (a partire dal rapporto tra persone di etnie diverse all’interno dello stabilimento, ndr) e quali soluzioni trovare". Airone Seafood è la più importante società italiana a capitale privato presente in Costa d’Avorio. Il tonno è il prodotto più rappresentativo, ne vengono lavorate circa 25mila tonnellate all’anno. La produzione annuale è di 150 milioni di pezzi (nei diversi formati, dalle scatolette ai vasi in vetro) destinati per il 10% al mercato locale ivoriano e per il 90% all’Europa. Il pesce viene pescato nelle acque del Golfo di Guinea, lavorato nello stabilimento africano e poi arriva in Italia.

A Reggio Emilia – dove sono impegnate 25 persone – ci sono la sede e un’area dedicata alla logistica e al confezionamento finale. Il mercato italiano è quello di riferimento (riceve circa il 70% del prodotto esportato dalla Costa d’Avorio), ma Airone Seafood è anche presente anche in altri Paesi europei a partire dalla Francia. La grande distribuzione è il canale principale, sia con marchi propri (Airone, Maremì, Altomar) che con la private label. "Vantiamo una partnership con alcune delle più importanti realtà della Gdo. Proprio in questo canale – osserva Tommasini – abbiamo ottenuto ottimi risultati nel 2020, il trend sta continuando nei primi mesi di quest’anno. Il tonno in scatoletta, bene durevole, è apprezzato in assoluto dal consumatore italiano e lo è stato ancor di più nei periodi di restrizioni dovute alle pandemia. Nell’Horeca, invece, restano le difficoltà visto che ristoranti e pubblici esercizi alternano periodi di chiusura a periodi di parziale apertura".

Airone Seafood ha chiuso il 2020 con 71 milioni di euro di fatturato. Una caratteristica dell’azienda è il completo controllo di una filiera verticale e di proprietà. "La materia prima – continua l’amministratore delegato – arriva per la maggior parte dalle navi da pesca professionali, le tonniere". In questo caso il tonno viene pescato e congelato direttamente a bordo dei pescherecci, per poi essere lavorato nello stabilimento di Abidjan. "L’altro canale di approvvigionamento è da ricercare nel rapporto con la cooperativa ivoriana Socopaa, specializzata nella pesca a canna sostenibile. Il processo di lavorazione del prodotto avviene direttamente dal fresco". Proprio la sostenibilità è uno dei tratti distintivi di Airone Seafood, come testimoniato anche dalle relative certificazioni. "Il pesce viene pescato solo da barche autorizzate, soltanto nel mare indicato (nelle zone Fao 34 e 37, Atlantico centro-orientale e sud-orientale, ndr) e con tecniche autorizzate. La nostra è una catena certificata". Di recente la sede di Reggio Emilia è stata visitata da Andrea Costa, sottosegretario alla Salute, ricevuto da Tommasini e da Dante Bigi, presidente di Airone Seafood e già alla guida di Nuova Castelli, realtà di riferimento per il Parmigiano Reggiano venduta ai francesi di Lactalis. "Airone Seafood è un’azienda di cui essere orgogliosi", le parole del sottosegretario. Un’azienda che unisce due continenti.