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20 giu 2022
Editoriale

I tormenti di Caravaggio

andrea morleo

Da oggi e fino al 25 settembre prossimo a Brera, che dal 1939 già ospita La Cena in Emmaus (1606), sarà possibile ammirare un secondo capolavoro di Caravaggio, "Il David con la testa di Golia". Il pittore lombardo, all’anagrafe Michelangelo Merisi, è in fuga da Roma dopo l’assassinio di Ranuccio Tomassoni, il 28 maggio 1606. Con una condanna a morte sulle spalle, lascia la capitale, si sposta da una città all’altra inseguito dalla paura della morte che trasferisce sulle sue tele. Proprio come il David con la testa di Golia che invia insieme alla richiesta di protezione al cardinale Scipione Borghese, il potente nipote di papa Paolo V affinché interceda per lui. E' curioso pensare come un'opera di questo calibro possa nascere dal tormento e dalla necessità di espiare una colpa grave. Il mondo sarebbe colmo di capolavori se ogni uomo decidesse di trasformare in arte le sue piccole o grandi angosce. Certo, non tutti siamo dei Caravaggio ma di sicuro sarebbe molto terapeutico.

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andrea morleo