Scala, torna Simon Boccanegra. Debutta il tenore americano Charles Castronovo

Direzione d’orchestra affidata a Lorenzo Viotti. Luca Salsi allunga il suo elenco di personaggi verdiani

Dal primo al 24 febbraio la Scala ospita l’opera di Giuseppe Verdi
Dal primo al 24 febbraio la Scala ospita l’opera di Giuseppe Verdi

Milano, 26 gennaio 2024 – Quando “Simon Boccanegra" andò in scena alla Fenice di Venezia nel 1857 fu un tale fiasco che Verdi ne rimase ferito. Il 24 marzo 1881 al Teatro alla Scala avvenne il riscatto all’opera con un nuovo libretto di Arrigo Boito, rivisto parola per parola da Giulio Ricordi. Il pubblico milanese potrà apprezzare la modernità della musica alla Scala per sette rappresentazioni dal 1° al 24 febbraio con la direzione di Lorenzo Viotti e un nuovo allestimento di Daniele Abbado che firma anche le scene con Angelo Linzalata, costumi di Nanà Cecchi e le luci di Alessandro Carletti.

Vestendo i panni di Simon Luca Salsi aggiunge un nuovo titolo alla sua galleria di personaggi verdiani rappresentati alla Scala dopo Francesco Foscari, Don Carlo in Ernani, Macbeth, Renato in “Un ballo in maschera” e Rodrigo nel “Don Carlo” in scena lo scorso 7 dicembre. La parte di Amelia/Maria segna il nuovo debutto scaligero di Eleonora Buratto mentre nelle recite del 21 e 24 sarà Anita Hartig a sostenere la parte.

Debutto al Piermarini per uno dei più affermati tenori americani, Charles Castronovo, che sarà sostituito il 21 e 24 dall’emergente italiano Matteo Lippi. Infine Ain Anger, già ascoltato la scorsa stagione nel Boris Godunov, è Fiesco, mentre Roberto de Candia è Paolo Albiani. Simon Boccanegra è un’opera cardine nel percorso artistico di Verdi ma anche nella costituzione dell’identità scaligera. Inoltre proprio al Piermarini sono legate le tappe principali dell’affermazione novecentesca dell’opera, dall’esecuzione diretta da Gianandrea Gavazzeni nel 1965 a quella storica diretta da Claudio Abbado con la regia di Giorgio Strehler, senza dimenticare le successive direzioni di Daniel Barenboim e Myung-Whun Chung. Viotti spiega: "Sono convinto che sia il testamento musicale di Verdi. Certo, dopo verranno altri due capolavori e i Pezzi sacri, ma la distanza tra questi e Boccanegra è enorme e indicativa.

Lo dicono la raffinatezza dei valori musicali della partitura, la velocità impressa all’azione drammatica attraverso la concisione dei pochi pezzi chiusi, il nuovo stile di canto".

A queste considerazioni si aggiunge il regista Daniele Abbado: "Non sono sicuro del fatto che ci sia una vera riconciliazione alla fine dell’opera. Il finale rimane, per me, un finale amaro. Anche per questo seguirò la didascalia di Verdi, in modo che quando Simone muore ci sia un buio totale in sala". La rappresentazione di mercoledì 14 febbraio sarà trasmessa in diretta sulla piattaforma LaScalaTv, dove resterà visibile fino al 21 febbraio.