Eros Ramazzotti
Eros Ramazzotti

Milano, 24 novembre 2018 - È uscito in tutto il mondo il nuovo disco di Eros Ramazzotti “Vita ce n’è”. E la canzone “Dall’altra parte dell’Infinito” è ispirata a «Papo» e al suo papà Andrea Pilotta che scrive, ogni notte, una lettera al figlio che non c’è più. Il 25 agosto di due anni fa Jacopo, detto Papo, è morto a 10 anni per un arresto cardiaco a causa di una malformazione al cuore. Da qui nasce “La rivoluzione d’amore”, il libro schizza subito in cima alle vendite. Andrea in quel periodo salta da una intervista tv all’altra: da Bruno Vespa a Maurizio Costanzo, dalle radio alle copertine dei giornali. L’anno dopo il singolo «Ti Amo Beby» del Disco SuPerEroe, con le parole di alcune canzoni sono di Jacopo. E ora...

Andrea, il nuovo album di Ramazzotti è uscito in 100 Paesi, è dedicato a Pino Daniele e anche a Papo.

«È tutto totalmente inaspettato, non ne sapevo nulla. Questa storia mi è arrivata in modo magico».

Quale?

«Tutt’ora non dormo benissimo per via di quello che è successo a Papo, dopo di lui la mia vita è un po’ più scombinata. Giovedì mattina verso le 5 mi metto su Youtube. Avevo letto che il Pallone d’oro non è più una questione tra Messi e Ronaldo: anche se non seguo molto il calcio, mi piace vedere i gol. Io e Papo eravamo appassionatissimi della storia di Pelè, fatto sta che mi viene la curiosità di guardare le giocate di Messi e pigio sul primo video. Si vede Messi in allenamento con altri giocatori del Barcellona e un tizio con le scarpe da tennis, i jeans e un maglione».

Chi era?

«Eros Ramazzotti. Non ci faccio caso, mi rimetto a letto. Dopo un paio d’ore mi alzo, bevo un caffè e mi arriva il messaggio di un amico che mi gira la notizia e dice che la traccia 12 del nuovo album di Ramazzotti è dedicata a Papo e al suo papà».

Emozione? Come l’ha presa?

«È una bella canzone, mi piacciono le parole che sono le parole delle lettere; mi piace il senso, dice che la morte non esiste. È il messaggio che Papo mi fa portare avanti da quel giorno».

Scrive ancora, dopo due anni, ogni sera?

«Siamo a 564 lettere».

Nell’ultima racconta di Ramazzotti. Si aspettava una telefonata?

«Ci stava. Anche se il messaggio di Papo, della morte che non esiste, della “Rivoluzione d’amore” che si è mossa tra la gente sono certo che abbia ispirato molti testi negli ultimi due anni, ma mai nessuno ci ha citato. Quel messaggio l’ho ascoltato in una canzone dei Negramaro, l’ho ritrovato in Lorenzo Fragola, in “Vietato morire” di Meta, in canzoni di Elisa e De Gregori. Sembra che abbiamo tutti letto di Papo prima di scrivere. Ramazzotti, invece, mi ringrazia, dice che mi vorrebbe conoscere».

E lei? Ne avrebbe voglia?

«Se potessi incontrarlo gli farei ascoltare le canzoni scritte da Papo, le ho raccolte in un cd pronto da sei mesi. E chiuso dentro un cassetto».