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12 gen 2022

Zona arancione, le regioni a rischio da lunedì 17 gennaio. E la Lombardia? Cosa cambia

Nuovo record di contagi e forte pressione negli ospedali. Otto territori potrebbero lasciare la zona gialla. Incubo zona rossa

Milano, 12 gennaio 2022 - Nuovo record di contagi Covid, ieri, 11 gennaio, in Italia: i nuovi positivi sono stat220.532 mentre i decessi sono arrivati quasi a 300 (294). La causa principale sta nella rapida diffusione della variante Omicron. Secondo l'Organizzazione mondiale dellas anità (Oms), la metà degli europei verrà contagiata da questa mutazione entro due mesi. Mentre, per il virologo americano Anthony Fauci è molto probabile che saranno "infettati quasi tutti, ma le persone vaccinate avranno conseguenze meno gravi". In aumento anche i ricoveri: 71 in più in terapia intensiva e 727 in più nei reparti ordinari. Quest'ultimo parametro è quello chiave per la mappa dei colori e dato che i numeri hanno superato la soglia della zona gialla in metà del Paese, si avvicina sempre di più il rischio del passaggio alla fascia arancione, con nuove restrizioni, lunedì 17 gennaio.  Saranno i dati del monitoraggio dell’Istituto superiore di sanità di venerdì 14 gennaio a determinare gli eventuali cambiamenti.  Vediamo la situazione nel dettaglio. 

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Zona a rischio zona arancione dal 17 gennaio
Zona a rischio zona arancione dal 17 gennaio

Ricoveri in area medica e terapia intensiva

Secondo l'ultimo bollettino Agenas, è in aumento la pressione ospedaliera a livello nazionaleIl tasso di occupazione dei reparti non critici è salito al 27% (con un incremento di un punto percentuale rispetto alla precedente rilevazione). In particolare in 13 regioni: Valle d'Aosta (54%), Calabria (38%), Abruzzo (26%), Basilicata (21%), Emilia Romagna (24%), Lazio (25%), Lombardia (31%), PA di Trento (24%), Piemonte (33%), Puglia (17%), Sardegna (13%), Sicilia (32%), Veneto (25%). Percentuale stabile in Campania (25%), Friuli (28%), Marche (25%), Toscana (22%). Cala in Liguria (38%), Molise (13%), Bolzano (15%), Umbria (30%). 

L'occupazione nelle terapie intensive ha invece toccato il 18% (un punto percentuale in più rispetto alla precedente rilevazione). Particolramente colpita la provincia di Trento, che è arrivata al 31%. Poi, l' Abruzzo è salito al 18%, la Sicilia è arrivata al 20% e l'Umbria (16%). Ma sono cresciuta anche Calabria (20%),
Campania (12%), Lombardia (17%), Piemonte (24%), Puglia (10%), Sardegna (14%), Toscana (21%).

L'attuale mappa dell'Italia

Ad oggi sono in zona bianca: Basilicata, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Umbria. Sono, invece, in fascia gialla Abruzzo, Calabria, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Piemonte, Sicilia, Toscana, Valle d’Aosta, Veneto e alle Province autonome di Trento e di Bolzano. Nessuna regione è ancora in zona arancione. 

Regioni a rischio zona arancione

Ci sono otto regioni a rischio zona arancione. Le ordinanze del ministro della Salute Roberto Speranza potrebbero portare nell’area a maggiori restrizioni Piemonte e Liguria. Ma anche la Sicilia e la Calabria. In bilico Valle d'Aosta, Marche e Friuli Venezia Giulia. Infine potrebbe toccare anche alla Lombardia. 

PIEMONTE -  In Piemonte le terapie intensive sono occupate al 24%, i reparti ordinari al 33%. E ha un'incidenza settimanale che già tocca i 635 casi ogni 100 mila abitanti.

LIGURIA - In Liguria le terapie intensive sono al 20%, in area medica i pazienti Covid sono il 38%.

SICILIA -  In Sicilia si registra il 32% dei ricoveri in area medica e il 20% nelle terapie intensive.

CALABRIA - In Calabria si regista il 38% per quanto riguarda i ricoveri in area medica e il 20% nelle terapie intensive.

VALLE D'AOSTA - Resta molto in bilico, invece, la Valle D'Aosta, dove i ricoveri sono al 54% e le terapie intensive appena sotto il limite (18%).

MARCHE - Le Marche oltrepassano il limite delle rianimazioni con il 22% e si avvicinano alla soglia dei ricoveri in area medica con il 25%.

FRIULI VENEZIA GIULIA - Il Friuli Venezia Giulia registra un tasso di occupazione in area medica del 28% e in terapia intensiva del 21%. 

E la Lombardia?

Ieri, 11 gennaio, con 265.222 tamponi effettuati è stato di 45.555 il numero di nuovi casi di Covid registrati in Lombardia, con un tasso di positività al 17,1%. Sono stati  55 i decessi. Per quanto riguarda le province, sono 13.022 i positivi segnalati a Milano, 6.408 a Brescia, 4.187 a Varese e 4.111 a Bergamo. E' cresciuto il numero di ricoverati in terapia intensiva (+10, 256) e nei reparti (+203, 3.202) dove è stata superata la soglia del 30%, la seconda dopo l'incidenza dei casi per la zona arancione. Manca solo la soglia del 20% per le intensive (al momento 16,7%) ma, a fronte di questi dati, è sempre più probabile che la Lombardia cambi fascia, come ha confermato il governatore Attilio Fontana. "La direzione è sicuramente quella, speriamo di riuscire a fermarci prima" ha detto il presidente, aggiungendo però che «è difficile fare delle previsioni soprattutto perché la variante Omicron è completamente diversa. Lo sviluppo non è paragonabile al vecchio Covid".

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Dato l'aumento dei ricoveri, la Direzione Generale Welfare di Regione Lombardia ha chiesto a tutte le strutture ospedaliere pubbliche e private accreditate coinvolte nella gestione dell'attuale fase epidemica, una rimodulazione dell'attività di ricovero programmato e differibile, al fine di garantire la disponibilità di posti letto per pazienti affetti da Covid-19. Sempre nell'ottica di aumentare i posti letto per chi è stato contagiato dal coronavirus, riaprirà venerdì prossimo l'ospedale in Fiera a Milano. La Regione ha inviato la richiesta al Policlinico di Milano che coordina la struttura e che sarà presente con suo personale e con personale dell'ospedale Niguarda. Si tratta della terza riapertura dell'ospedale in fiera dopo quella fra aprile e giugno 2020 per la prima ondata, e quella fra l'ottobre 2020 e giugno 2021. Positivi, infine, i dati relativi ai vaccini. In particolare, in Lombardia più dell'85% del personale scolastico ha completato il ciclo di vaccinazione comprendente la seconda dose o il booster. 

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Quando si passa in zona gialla e le regole

Tre sono i parametri che determinano il colore della regione: incidenza, occupazione dei posti letto in area medica (ricoveri ordinari) e occupazione delle rianimazioni (terapie intensive). Perché scatti la zona gialla devono essere contemporanemanete superate tre soglie limite: 50 casi per 100mila abitanti per quanto riguarda l'incidenza: soglia superata in tutte le regioni; 15% di posti letto occupati in area medica e il 10% di posti letto occupati in terapia intensiva. 

LE REGOLE - Tra zona bianca e zona gialla le differenze sono state sostenzialmente azzerate dai decreti varati dal governo nell'ultimo mese per fronteggiare la diffusione della variante Omicron. Dal punto di vista pratico, infatti, il passaggio non cambia molto in quanto l'obbligo di mascherina anche all'aperto è già in vigore in tutto il Paese e il limite delle 4 persone al tavolo è stato superato dall'obbligo di Super green pass per bar e ristoranti. 

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Quando si passa in zona arancione e le regole

Per passare da giallo ad arancione devono essere superate tutte e tre le seguenti soglie: l'incidenza sfora i 150 casi per 100mila abitanti; la percentuale di posti letto nelle terapie intensive va oltre il 20%; il tasso di ricoveri in area medica supera il 30%.

LE REGOLE - Le restrizioni della zona arancione non riguardano chi possiede il super Green pass (si ottiene con la vaccinazione o la guarigione), ma sono dirette ai non vaccinati.  Per chi non ha il green pass, gli spostamenti con mezzo proprio verso altri comuni della stessa Regione o verso altre Regioni/P.A. sono consentiti solo per lavoro, necessità, salute o per servizi non sospesi ma non disponibili nel proprio comune (con autocertificazione). Restano consentiti invece gli spostamenti da comuni di massimo 5.000 abitanti, verso altri comuni entro i 30 km, eccetto il capoluogo di provincia. È vietato l'accesso ai negozi presenti nei centri commerciali nei giorni festivi e prefestivi (eccetto alimentari, edicole, librerie, farmacie, tabacchi). Fino al 10 gennaio, quando sarà vietato in tutta Italia, è vietato l'accesso a bar e ristoranti sia al bancone sia ai tavoli (anche all'aperto) e a centri benessere, termali e parchi tematici, palestre, piscine, musei, mostre e cinema. Chi ha il green pass base (tampone negativo): è vietato l'accesso ai negozi presenti nei centri commerciali nei giorni festivi e prefestivi (eccetto alimentari, edicole, librerie, farmacie, tabacchi), l'effettuazione di corsi di formazione in presenza e la pratica di sport di contatto all'aperto.

Regole zona arancione
Regole zona arancione

L'incubo zona rossa

Ma se i contagi continuano ad aumentare, si fa sempre più reale l'incubo zona rossa. Per questo passaggio di fascia bisogna oltrepassare contemporaneamente tre soglie: incidenza sempre superiore ai 150 casi ogni centomila abitanti, 40 per cento di posti letto occupati nei reparti ordinari e 30 per cento nelle terapie intensive. Al momento, nessuna regione si avvicina a tali parametri.  "Se continuasse questo trend di crescita epidemica, entro circa 40 giorni supereremmo a livello nazionale il 30% di occupazione per malati Covid nelle terapie intensive ed entro un mese il 40% nei reparti ordinari, mentre per l'incidenza a livello nazionale siamo già nell'ultima settimana a 1640 casi di Covid su 100mila abitanti: questo significa che i tre parametri per l'ingresso in zona rossa sarebbero superati a livello nazionale in 30-40 giorni, ma ovviamente ci potrebbero essere differenze tra le singole Regioni", ha detto all'Ansa, qualche giorno fa, il matematico Giovanni Sebastiani dell'Istituto per le Applicazioni del Calcolo 'M.Picone' del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr), sulla base dell'attuale andamento dell'epidemia di Covid-19.

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