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12 gen 2022

Fauci: "Omicron? Ci prenderà tutti". Vaccini Covid spray all'orizzonte

Cambiano le prospettive sulla battaglia al Covid: la previsione dell'infettivologo americano e dell'Oms

Metà degli europei contagiati dal Covid entro due mesi. La previsione dell'Oms di ieri viene superata da quella del più famoso virologo al mondo, l'americano Anthony Fauci. "E' probabile che la variante Omicron del coronavirus contagerà quasi tutti, ma le persone vaccinate avranno conseguenze meno gravi", vatacina il principale esperto di malattie infettive in Usa. "Omicron, con il suo straordinario e senza precedenti grado di efficienza di trasmissibilità, alla fine contagerà quasi tutti - precisa il consigliere di Joe Biden per il Covid -. Coloro che sono stati vaccinati saranno esposti al virus. Alcuni, forse molti di loro, verranno infettati ma molto probabilmente, con alcune eccezioni, se la caveranno ragionevolmente, nel senso che non avranno bisogno di ricovero ed eviteranno la morte". 

Il dottor Anthony Fauci (Ansa)
Il dottor Anthony Fauci (Ansa)

Il virus astuto

Al contrario, ha commentato Fauci, "coloro che non sono vaccinati subiranno il peso della gravità della malattia".  Si tratta di "un virus straordinario, mai visto negli ultimi 100 anni. E' un virus astuto", che "ogni volta ha tratto tutti in inganno, dalla prima volta che è comparso, fino a Delta e ora Omicron. Stiamo facendo il meglio che possiamo", ha sottolineato ieri Fauci nel corso di un'audizione al Senato sulla la risposta dell'Amministrazione Biden agli ultimi sviluppi della pandemia di Covid-19 che negli Stati Uniti sta raggiungendo un nuovo picco di contagi: secondo il New York Times,  nella giornata di ieri negli Usa ben 761mila persone sono risultate positive al nuovo coronavirus mentre 1.736 sono decedute a causa dello stesso

Appello Oms

Così, mentre cambiano le prospettive sulla battaglia mondiale al Covid, nella speranza, ancora prematura, che possa diventare il virus possa diventare endemico e sulle modalità di comunicazione dei dati della pandemia, l'Oms pone un nuovo traguardo alla medicina mondiale e più di un'ombra sulle armi a disposizione al momento per contrastare il contagio planetario. "La composizione degli attuali vaccini per il Covid deve essere aggiornata per garantire che continuino a garantire i livelli raccomandati dall'Oms di protezione contro l'infezione e la malattia, incluse la variante Omicron e future varianti". Lo ha reso noto un gruppo tecnico dell'Oms.  Il gruppo "considererà un cambiamento della composizione del vaccino per garantire che i sieri continuino a soddisfare i criteri stabiliti del Target Product Profile dell'Oms, tra cui la protezione contro il contagio e la malattia grave. 

Stop ai richiami?

"È un appello che la comunità scientifica sta facendo da mesi", ha commentato il virologo Francesco Broccolo, dell'Università di Milano Bicocca. Nella stessa direzione va, secondo l'esperto, quanto ha dichiarato anche l'Agenzia europea di medicinali (Ema) sulla mancanza di dati a sostegno di un'ulteriore dose booster. "Ci stiamo accorgendo che rincorrere il virus non è una soluzione vincente. Sotto pressione selettiva, infatti, il virus continua a mutare, mentre stiamo continuando a utilizzare il booster di un vaccino progettato per rispondere alla proteina Spike del virus SarsCoV2 originario. Di conseguenza - ha rilevato il virologo - per avere una copertura della malattia sono ormai necessari richiami sempre più ravvicinati e la cui durata della protezione non è di fatto nota». Sull'ipotesi di una quarta dose a distanza 4 o 5 mesi, Broccolo ha osservato che "nella storia della vaccinazione non si è mai andati oltre tre dosi" e che  "non è alzando titolo anticorpale che si arriva alla protezione, se gli anticorpi non sono specifici contro la variante in circolazione". Continuare su questa strada significa proseguire in una "strategia che rincorre il virus".

Vaccini spray

Seguire una nuova strategia significa invece "utilizzare vaccini aggiornati sulle ultime varianti e, soprattutto che tengano presente anche altri bersagli che modulano la protezione»; significa inoltre avere «vaccini capaci di bloccare l'infezione, come quelli spray". Questi sono ideali, considerando che "il virus entra nella mucosa nasale dove sono espressi molti recettori del virus SarsCoV2. Di conseguenza intervenire con il vaccino sulle mucose significa bloccare la principale porta d'ingresso del virus". I vaccini attuali vengono invece iniettati intramuscolo e producono anticorpi nel sangue, ma il virus nel sangue è poco, anche nei pazienti.

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