I soccorsi
I soccorsi

Pavia, 13 maggio 2015 - Due giovani di 22 anni, italiani, sono stati arrestati perché ritenuti i presunti killer che lunedì 4 maggio, tra Zibido al Lambro, frazione di Torrevecchia Pia, e Landriano, avrebbero sparato a due spacciatori marocchini, uccidendone uno e ferendo l’altro in modo molto grave. Gli inquirenti contestano a Christian Dalcerri, 22 anni di San Colombano al Lambro, e a Simone Ganna, 22 anni, di Chignolo Po, la doppia accusa di omicidio volontario e di tentato omicidio.

Il doppio agguato si è verificato nel pomeriggio di lunedì 4 maggio. Secondo la ricostruzione dei fatti, verso le 17, i due italiani, giunti nelle campagne di  Zibido al Lambro, avrebbero affrontato le vittime e, dopo un’accesa discussione, mentre queste cercavano la fuga, Dalcerri avrebbe esploso due colpi di fucile a pallini che sono andati a colpire entrambe, provocando entro poche ore il decesso di una di loro, mentre l'altra è riuscita  ad allontanarsi raggiungendo la rotonda di Landriano dove si è accasciata per le ferite riportate, giudicate guaribili in quindici giorni.  Due sono le ipotesi investigative attualmente in corso di verifica: una rapina in danno degli spacciatori  marocchini o la necessità di eliminare concorrenti nell'attività di spaccio da quel territorio che forniva  ingenti guadagni.  

Le immediate indagini sviluppate dai Carabinieri del Comando Provinciale di Pavia, svolte attraverso l’identificazione, le parole di persone informate sui fatti, perquisizioni ed analisi dei sistemi pubblici e  privati di videosorveglianza, hanno permesso una prima ricostruzione dei fatti che, unita ad un minuzioso  lavoro del Nucleo Investigativo Carabinieri, basato sull’analisi di tutte le frequentazioni degli ultimi mesi di  quelle zone di spaccio, ha portato ad identificare con certezza la vettura usata dagli assassini, una Hyundai  Athos rossa, in uso a Ganna e di proprietà di un suo parente. Grazie alla proficua e serrata  attività investigativa, diretta dal Sostituto Procuratore Paolo Mazza della Procura di Pavia e coordinata dal Procuratore Gustavo Cioppa, sono stati recuperati elementi probatori inconfutabili a carico dei due arrestati, consentendo  l’emissione delle ordinanze di custodia in carcere ed il rinvenimento dell’arma del delitto. Sono infatti state sequestrate sei armi lunghe da caccia, tra cui quella ritenuta usata per l’omicidio, armi che verranno tutte  poi inviate al R.I.S. di Parma per determinarne la compatibilità con quella che ha effettivamente sparato e  ucciso il 4 maggio. I due arrestati sono stati, nella stessa serata di ieri, portati presso la casa di reclusione di Lodi e Pavia.