Milano, 26 febbraio 2021 - Giornata cruciale per governo Draghi: in Consiglio dei ministri previsto un passaggio sul nuovo Dpcm che dovrà essere firmato prima del 5 marzo. Quel che è certo è che il nuovo decreto non prevederà alcun allentamento delle misure in corso, anzi. L'esecutivo va verso la linea del massimo rigore con l'obiettivo di scongiurare il rischio di un nuovo (temutissimo) lockdown totale. Il ministro della Salute Roberto Speranza ieri non ha lasciato spazio a immotivati ottimismi: "Marzo sarà un mese difficile". Impensabile quindi abbassare la guardia. Del resto la curva epidemiologica non consente di fare sconti: l'Italia (Lombardia in testa) è nella morsa delle varianti. L'impennata di casi cambierà la mappa delle zone dei colori a partire da lunedì. Oggi è atteso il monitoraggio dell'Iss, con la Lombardia che va vero la retrocessione in arancione. Nel frattempo però il Paese si sta già tingedo di rosso e arancione scuro. Già da sabato infatti zone rosse sono previste nelle province di Pistoia e Siena e arancione scuro in quella di Bologna. E anche a Brescia la situazione dei contagi resta allarmante, con gli ospedali sotto pressione. 

Cosa cambia col nuovo Dpcm Draghi

Il nuovo scatto nella gestione della pandemia è atteso però col nuovo Dpcm, che sarà valido dal 6 marzo al 6 aprile. Ieri il vertice tra Governo e Regioni, al quale hanno preso parte gli enti locali, il ministro Speranza e ,Mariastella Gelmini, ministra per gli Affari regionali e le autonomie. Alcune novità paiono ormai assodate. In primis le ordinanze del ministro della Sanità relative ai colori dei territori, in seguito al monitoraggio Iss del venerdì, d'ora in avanti in poi entreranno in vigore il lunedì e non la domenica. Le aperture alle Regioni vanno anche in direzione di una comunicazione più tempestiva tra governo e territorio: una prima bozza del nuovo Decreto del presidente del Consiglio dovrebbe essere mandata già oggi ai governatori. Si cerca quindi di evitare un nuovo "caso impianti da sci", quando lo stop alla riapertura fu comunicato solo la sera prima. Confermato il sistema a zone. Le regioni in più occasioni hanno espresso perplessità sul sistema a fasce (Fontana per primo) ma resta l'unico sistema disponibile, al momento. In attesa di un confronto con il Cts.

Teatri e cinema: verso la riapertura dal 27 marzo

Tra i nodi da affrontare il tema delle scuole e della riapertura (seppur graduale e controllata) dei luoghi di cultura. Oggi è infatti atteso il verdetto del Cts sul protocollo del ministro Dario Franceschini, che chiede di riaprire cinema, musei e teatri dal 27 marzo, giornata mondiale del Teatro. Una data simbolica che potrebbe però essere 'travolta' da un'eventuale terza ondata del virus. Non è ancora arrivata in Cts la richiesta, avanzata ieri dai governatori, di un parere sull'impatto della scuola a fronte di una possibile terza ondata, dovuta in particolar modo alla maggiore contagiosità delle varianti.

La posizione delle regioni

Soddisfatto il presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini, che ha parlato di "alcuni primi passi avanti" e di "disponibilità a far lavorare il gruppo tecnico per la revisione dei criteri e dei parametri che sono alla base della definizione della colorazione delle diverse fasce di rischio". Ma occorre fare di più, soprattutto accelerare sui vaccini e lavorare in un'ottica di lungo respiro in modo che, in certe condizioni epidemiologiche e in sicurezza, alcune attività possano riaprire". Presente al vertice anche il governatore lombardo Attilio Fontana che ha avanzato le sue richieste. "Ho avanzato la proposta - ha scritto il numero uno del Pirellone attraverso i suoi profili social - nella sollecitazione generale di far arrivare più vaccini, che ci sia una consegna immediata in quei territori dove il virus è in crescita. Fermiamolo".