Carabinieri fuori dalla palazzina
Carabinieri fuori dalla palazzina

Novara, 24 novembre 2021 - Un uomo di 68 anni, Antonio Amicucci, è  stato ucciso a coltellate nella sua abitazione alla periferia nord di Novara. Sarebbero stati i vicini di casa, che hanno sentito urla strazianti provenire dall'alloggio, a lanciare l'allarme. Sono intervenuti i carabinieri, con i Vigili del Fuoco e un equipaggio del 118, che ha tentato di rianimare l'uomo, ma per il 68enne non c'era più nulla da fare. Il procuratore della Repubblica Giuseppe Ferrando è arrivato accompagnato dal  medico legale. I carabinieri hanno arrestato la colf.

L'uomo, da quanto risulta, viveva da solo in un appartamento al secondo piano di una palazzina in via Andoardi, nel popolare quartiere di S.Andrea. Il coltello da cucina con il quale l'uomo è stato colpito sarebbe stato trovato accanto al corpo, segnato da diverse ferite e trovato in una pozza di sangue. Il 68enne, originario dell'Abruzzo e in pensione, era una persona solitaria, che frequentava pochissime persone e usciva di rado di casa, secondo le prime testimonianze.La porta di casa non presentava segni di effrazione.

I carabinieri  del Nucleo investigativo di Novara, agli ordini del colonnello Sandro Cologno, si sono presto concentrati sulla collaboratrice domestica dell'uomo: la donna, albanese, è stata interrogata alla presenza del pm Giovanni Castellani. Ha ammesso di avere ucciso Amicucci. La 51enne, Mide Andreu, ha ammesso di avere colpito più volte il pensionato con un coltello da cucina al culime di una lite e poi, sotto choc, di essre fuggita dalla vicina di casa. I carabinieri indagano ora sui motivi dell'aggressione, non chiariti dall'assassina; la donna, residente nello stesso quartiere, sposata e con figli, lavorava da almeno tre anni in quella casa.

In casa c'era anche il cane di un conoscente, un pastore maremmano di 60 chili, che pare l'uomo accudisse per conto di alcuni conoscenti e che è stato preso in consegna dall'Enpa. S. Andrea, nato come borgo operaio a cavallo tra fine 800 e primi del '900, è oggi uno dei quartieri più critici della città: è  caratterizzato per la forte presenza di immigrati che si è innestata su un tessuto sociale degradato.