Alois Estermann fu ucciso con la moglie
Alois Estermann fu ucciso con la moglie

Roma, 4 maggio 2021 - Era il 4 maggio 1998 quando un clamoroso caso di cronaca nera scosse il Vaticano: vennero ritrovati i corpi del comandante delle Guardie svizzere, Alois Estermann, della moglie, Gladys Meza Romeo, e di un'altra guardia, che si suppose fosse l'autore del duplice delitto per poi uccidersi, Cédric Tornay. A 23 anni dal fatto di sangue la vicenda potrebbe riarprirsi. La madre di Tornay torna a chiedere di poter avere accesso agli atti. ''È la prima volta in 23 anni - riferiscono all'Adnkronos Laura Sgrò e Luc Brossollet, avvocati di Muguette Baudat - che il Segretario di Stato risponde a una richiesta della signora Baudat, riconoscendone il desiderio che la anima di conoscere i particolari di questa vicenda così dolorosa''.

''Nonostante questo passo importante del Cardinale Parolin, che attribuisce finalmente a Cédric la sua dimensione di uomo, il Tribunale Vaticano continua a manifestare un atteggiamento contrario a ogni forma di diritto nonché di pietas cristiana nei confronti della signora Baudat''. Per gli avvocati, dopo sedici mesi dalla sua richiesta, datata dicembre del 2019 attraverso una istanza formale di accesso agli atti, il Vaticano "reitera nel negarle una risposta. Per quale motivo una madre non ha il diritto di conoscere le risultanze delle indagini che hanno bollato il figlio come un assassino? - sottolineano i due avvocati - A questa donna è stato negato il diritto di difesa. Questo è un fatto gravissimo e lo è ancora di più se consideriamo che questo sopruso viene posto in essere dal Tribunale dello Stato governato dal Santo Padre. Infine - aggiungono gli avvocati Sgrò e Brossollet - in questa giornata dolorosa, il pensiero della signora Muguette Baudat va anche ai coniugi Estermann, ai loro familiari e alla Guardia Svizzera''.

Madame Baudat, in occasione del triste anniversario, ha scritto una lettera aperta per chiedere giustizia. ''Non ho mai avuto pretese che non fossero legittime e non credo di essere detentrice della verità. Ma l'inchiesta che ho condotto, tuttora in corso e arricchita da informazioni allucinanti, porta in un'altra direzione, anche se il Vaticano si rifiuta con ostinazione di prendere in considerazione gli elementi nuovamente acquisiti, in particolare quelli medico-legali e balistici relativi al corpo di mio figlio'', scrive la donna.