Aeroporto di Malpensa
Aeroporto di Malpensa

Malpensa, 5 marzo 2019 -  E' ancora caccia al pilota dell’elicottero che domenica sera, volando senza comunicare il proprio piano di volo, ha costretto le autorità aeroportuali a dirottare sette voli in arrivo a Malpensa sugli aeroporti di Linate, Orio al Serio e Torino. Qualora venga individuato, rischia una denuncia con l’accusa di interruzione di pubblico servizio quando non un’incriminazione per attentato alla sicurezza dei trasporti. La Polaria sta svolgendo tutti gli accertamenti per risalire al velivolo che ha costretto a una gestione d’emergenza del traffico aereo dello scalo varesino, dopo essere improvvisamente comparso sul radar della torre di controllo, intorno alle 19.

Per svariato tempo si è pensato che si potesse trattare di un drone ma un dispositivo di questo tipo non sarebbe stato rilevabile dai radar, perché troppo piccolo. Un unico contatto visivo a opera di una pattuglia, erano diverse quelle allertate per le ricerche a circa 6 chilometri dalle piste, avrebbe dato consistenza all’ipotesi dell’elicottero, voce poi confermata dalla Questura e supportata dagli esperti che, impegnati ogni giorno nell’osservare i radar, per le dimensioni e la modalità in volo“‘statico’” hanno escluso potesse trattarsi di un altro tipo di velivolo. Per altro i piloti esperti, in possesso di vere e proprie carte di navigazione tali e quali a quelle utilizzate nelle rotte navali, sono a conoscenza del fatto che in quella zona del cielo la circolazione aerea è vietata perché rappresenta il corridoio di ingresso nello spazio aereo aeroportuale dei voli in arrivo a Malpensa.

Per poter transitare in quella zona è assolutamente necessario uno speciale permesso che, evidentemente, il pilota non aveva. Cosa lo abbia portato a decidere di alzarsi in volo e a rimanere sospeso e praticamente fermo per oltre quaranta minuti, non è dato sapere. Ciò che è certo è che ha costretto la torre di controllo a convocare il comitato aeroportuale; costituito da tutti gli enti coinvolti tra cui Sea, Enav ed Enac, per decidere una deviazione dei voli. Questo ha comportato ritardi e disagi per i passeggeri che, invece di atterrare a Malpensa, si sono ritrovati a Linate, Bergamo e Torino. Solo un mese e mezzo fa furono chiuse le piste dell’aeroporto, con il conseguente blocco di partenze e arrivi, per la fuga di un cittadino egiziano che si lanciò dal portellone posteriore dell’aereo che lo doveva riportare a Dakar. L’uomo fu poi rintracciato a qualche chilometro di distanza, mentre cercava di allontanarsi dal perimetro di sicurezza dell’aeroporto. Ieri a Linate si è tenuta una riunione operativa tra le autorità aeroportuali, presenti funzionari della Polaria, per discutere dell’accaduto e ragionare su possibili ipotesi investigative.