Lombardia in zona arancione rafforzato.  Dopo l'istituzione della fascia rinforzata per alcuni comuni e province, giovedì il governatore Attilio Fontana ha deciso infatti di estendere a tutto il territorio regionale i divieti e le restrizioni più rigide per cercare di contenere l'emergenza La zona arancione rinforzata - così si legge nell'ordinanza - è stata disposta dopo aver "considerato che la situazione epidemiologica presenta le condizioni di un rapido peggioramento con un’incidenza in crescita in tutti i territori della Lombardia, anche in relazione alle classi di età più giovani".  C'è, ha spiegato lo stesso presidente Fontana, "la necessità di superare la differenziazione tra aree assumendo interventi di mitigazione rinforzati per tutto il territorio regionale con l’obiettivo, oltre che di contenere l’incremento di contagi, di preservare le aree non ancora interessate da una elevata incidenza”. I nuovi più pesanti colpiscono la scuola: tutte le classi, tranne nidi e micronidi, tornano a svolgere le lezioni con la modalità della didattica a distanza.

Fontana: "Scelta impopolare ma tutela le famiglie"

"Sapevo che il provvedimento sarebbe stato impopolare, ma tra la popolarità e la necessità di tutelare la salute dei bambini, dei ragazzi e delle famiglie, ho scelto quest'ultima", ha detto il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, intervenendo alla trasmissione«Mattino Cinque» su Canale 5, commentando la decisione di mettere da oggi tutta la regione in fascia arancione rinforzata, con immediata chiusura delle scuole. "Non è stata una decisione nata dalla mia testa, ma dalla valutazione di una serie di esperti, tecnici e scienziati i quali mi hanno a prendere il provvedimento con la massima urgenza e tempestività - ha aggiunto -. E' emerso come questa variante del virus, che ormai in Lombardia è maggioritaria, è particolarmente aggressiva, più rapida nella diffusione e colpisce anche i giovani, che fino a pochi mesi fa erano quasi indenni. In Lombardia è successo in tante occasioni che se scuole si siano trasformate in un importante focolaio".

Sala: "Comprendo rabbia e stanchezza"

Sulla scuola "avverto e comprendo lo scoramento, la stanchezza e forse anche la rabbia vostra e dei vostri genitori. La decisione è stata presa sulla base di indicazioni medico-scientifiche, ma con un'attuazione così repentina ha messo le famiglie in difficoltà", sono state "costrette ad organizzarsi dalla sera alla mattina". E' quanto ha evidenziato il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, in un video in cui si rivolge direttamente ai ragazzi e a chi studia, dopo la chiusura delle scuole in Lombardia e il ritorno alla didattica a distanza. "Viviamo una situazione paradossale: abbiamo tutti sempre pensato che scuola e istituzioni fossero sinonimi di libertà. A voi ragazzi e ragazze che siete la vita della scuola un pensiero da parte di chi ricopre un ruolo istituzionale. Io per primo - ha detto  desidererei girare liberamente per Milano, avere qualche momento senza pensieri, senza pensare di essere il sindaco di questa grande città, non so cosa darei per farlo. Oggi non è possibile, ma non perdiamo la fiducia", ha aggiunto.

Pregliasco: "Scuole chiuse? Ogni contatto è a rischio"

La chiusura delle scuole è dipesa "dall'incremento quantitativo di casi" di Covid-19 "in diverse province della Lombardia, ma soprattutto" dalla "presenza massiccia di casi nelle fasce dei più giovani, con l'abbassamento della media generale sotto i 44 anni, ma soprattutto tantissimi casi tra i 13 e i 19 anni, ma anche nei più piccoli. Casi nella stragrandissima maggioranza senza sintomi, ma ovviamente con un grande rischio di diffusione, come si è visto, nei focolai familiari". Lo ha spiegato a 'Buongiorno' su Sky Tg24 Fabrizio Pregliasco, virologo dell'università degli Studi di Milano. Con il quadro epidemiologico che abbiamo, ha avvertito, tutti i contatti vanno considerati contatti a rischio. "Il dato in crescita da 3 settimane, del 20-30% di casi in più - ha sottolineato l'esperto - ci porta a vedere la situazione come un po' la rampa della seconda ondata di ottobre. Dobbiamo evitare assolutamente che questo accada, nella speranza che questi interventi restrittivi, che sicuramente infastidiscono le famiglie e tutti noi, siano ancora necessari per far continuare la campagna di vaccinazione che dal mese di aprile, credo, potrà dare quella possibile protezione elevata che ci aspettiamo". "Speriamo che questi interventi che via via si stanno definendo in un modo un po' più chirurgico rispetto al passato possano contenere. E' chiaro - ha evidenziato Pregliasco - che oltre al Dpcm è importante una responsabilità personale, perché la situazione attuale è tale che ogni contatto va considerato a rischio. Noi dobbiamo quindi gestire i contatti al di là delle disposizioni e blocchi, perché la diffusione è ormai ampia fra i giovani e facilita la catena dei contagi".

I numeri

Nella settimana che va dal 22 al 28 febbraio sul territorio dell'Ats della Città metropolitana di Milano sono stati registrati 725 casi di alunni positivi e 198 di operatori, per un totale di 923 casi. Per quanto riguarda gli isolamenti nella stessa settimana sono stati 8.802 per gli alunni e 284 per gli operatori, per un totale di 9.086. I dati sono stati illustrati in commissione al Comune di Milano da Nicola Iannacone, delegato Scuola di Ats Milano. L'aumento di positività è stato costante: nella settimana precedente, quella dal 15 al 21 febbraio, gli alunni positivi erano stati 409, gli operatori 138, per un totale di casi positivi di 547. Dal primo settembre del 2020 al 22 febbraio del 2021 in totale Ats ha registrato 9.668 casi di alunni positivi e 4.033 di operatori scolastici, per un totale di 13.701. A Milano per quanto riguarda la fascia dei bambini 0-6 anni sono state chiuse nell'ultima settimana 36 sezioni, su oltre 1.100.