"Non ci sarà più una zona rossa, non ci saranno più zona uno e zona due, ma un’Italia zona protetta. Saranno da evitare gli spostamenti salvo tre ragioni: comprovate questioni di lavoro, casi di necessità e motivi di salute”. E' stata questa la frase del premier Giuseppe Conte, un anno fa, presentando agli italiani (e firmando), un decreto che dal 9 marzo 2020 avrebbe segnato la storia della nostra nazione. Dopo poche ore l’Italia intera sarebbe stata in lockdown a causa della pandemia di Covid-19. Ed oggi, la paura che questa situazione possa ripetersi, si fa sentire. "Salvaguardare con ogni mezzo la vita degli italiani, permettere al più presto un ritorno alla normalità", ha detto ieri il premier Mario Draghi. "Ogni vita conta" ha sottolineato e quindi non bisogna "perdere un attimo" né "lasciare nulla di intentato". È necessario "compiere scelte meditate, ma rapide" perché la situazione resta critica. Il tasso di positività è stabile al 7,5%, ma secondo i dati del ministero della Salute il numero di pazienti in terapia intensiva continua a salire così come gli ingressi giornalieri in rianimazione.

Nuovo Dpcm: lockdown, coprifuoco anticipato e weekend rossi. Tutte le ipotesi

Ripercorriamo tutte le tappe principali da febbraio 2020 a oggi:

  1. Il primo Dpcm
  2. 9 marzo 2020, il lockdown
  3. La proroga del Dpcm
  4. Le prime riaperture
  5. La 'fase 2'
  6. La 'fase 3'
  7. L'estate e la libertà
  8. Tornano i Dpcm
  9. Dpcm Natale
  10. Primo Dpcm Draghi

23 febbraio, il primo Dpcm

Il primo Dpcm arriva dopo la scoperta di Mattia, il paziente 1 (che poi non era il primo, ma si è scoperto molto più tardi) di Codogno, nel Lodigiano. Si corre ai ripari con la quarantena di oltre 50 000 persone in 11 comuni diversi del Nord Italia. Sono zona rossa dieci comuni del lodigiano e il comune di Vo' Euganeo nel Padovano: chiuse le scuole, sospese tutte le iniziative, stop ai negozi, ai musei, ai luoghi di cultura. 

L'1 marzo

Il primo marzo nuovo Dpcm: l’epidemia avanza senza sosta, gli ospedali lombardi sono già vicini al collasso e i decessi aumentano in modo esponenziale. Emilia Romagna, Lombardia e Veneto e le province di Pesaro e Urbino e di Savona diventano zone rosse, con lo stop di scuola e università, divieto di pubblico negli eventi sportivi, le prime raccomandazioni per favorire il lavoro da remoto. Mentre in Lombardia e nel Piacentino c'è un nuovo giro di vite, con la sospensione delle attività di palestre, centri sportivi, piscine, centri natatori, centri benessere, centri termali. Il resto d’Italia ne risente ancora poco: il provvedimento stabilisce lo stop alle gite scolastiche e la raccomandazione allo smart working. La situazione peggiora rapidamente ovunque e diventa fuori controllo. Arriva un nuovo Dpcm: le scuole chiudono i battenti in tutta la Penisola. 

Il 7 e l'8 marzo

Nella notte tra il 7 e l’8 marzo, arriva il Dpcm che prelude il lockdown: in Lombardia si chiude tutto e lo stesso in 14 province del Centro-Nord, quelle più flagellate dal virus: Modena, Parma, Piacenza, Reggio nell'Emilia, Rimini, Pesaro e Urbino, Alessandria, Asti, Novara, Verbano-Cusio-Ossola, Vercelli, Padova, Treviso, Venezia. La paura di restare bloccati porta all'’”esodo” improvvisato dal Nord al Sud.  

9 marzo 2020, il lockdown

Il Dpcm del 9 marzo dispone restrizioni per l'intero Paese, che diventa un’unica zona rossa. L'11 marzo è il giorno del lockdown, un termine che oggi è di uso comune e conosciamo tutti, annunciato da un discorso di Conte in tv: non si può uscire se non con una "autocertificazione", per motivi di lavoro, di salute o per fare la spesa. All'improvviso tutti gli italiani si ritrovano per la prima volta dopo la Seconda Guerra Mondiale, il coprifuoco. Poi, vengono chiuse le scuole (e parte la didattica a distanza), viene impedito di sposarsi, vengono chiusi bar, ristoranti negozi, palestre, piscine, cinema, teatri, musei, discoteche e stazioni sciistiche. Vengono annullati i funerali, ogni manifestazione sportiva, sospesi gli esami per la patente. Chi non ha l'obbligo di recarsi sul posto di lavoro inizia ad adottare lo smartworkinge. Insomma, il modo divivere delle persone cambia drasticamente. Le chiusure annunciate da Conte avrebbero dovuto estendersi per un periodo limitato, fino al 3 aprile, ma poi tutti si è prolungato e la riapertura, a maggio, è stata graduale.

Il 22 marzo

Il 22 marzo un nuovo Dpcm fissa nuovi limiti: vengono chiuse anche le attività produttive non essenziali o strategiche. Restano aperti solo alimentari, farmacie, negozi di generi di prima necessità e i servizi essenziali. Nessuno può spostarsi da un Comune all'altro se non per comprovate necessità. Tra metà e fine marzo è il momento più duro, con la sfilata dei carri dell’esercito carichi di bare a Bergamo, le vittime sono quasi mille al giorno. 

1 aprile

L'1 aprile arriva un nuovo Dpcm, ancora annunciato da Conte in tv: il lockdown viene prorogato fino al 13 aprile. 

Il 10 aprile

A pochi giorni da Pasqua, il 10 aprrile, il lockdown viene allungato fino al 3 maggio. Ma i numeri cominciano a migliorare: da migliaia di casi e centinaia di morti al giorno parte la discesa e la voglia di ricominciare non si fa attendere.

Pasqua e Pasquetta

Anche Pasqua e Pasquetta in lockdown. Non solo, nei giorni festivi vengono rafforzati i controlli delle forze dell’ordine.

Il 14 aprile

 Dal 14 aprile vengono previste alcune riaperture. Via libera solo per librerie, cartolerie e negozi di abbigliamento per bambini.

Il 26 aprile

Il 26 aprile, nuovo Dpcm del premier Conte che stabilisce la riapertura di molte attività per il 4 maggio, in quella che viene definita la fase 2 dell’emergenza Covid

Maggio, inizia la fase 2

Dopo il ponte del Primo Maggio, finisce il lockdown e inizia la 'Fase 2': riaprono diverse attività produttive, anche se i negozi dovranno attendere il 18 maggio. Resta il distanziamento sociale e resta anche il divieto di assembramento. Nei luoghi chiusi obbligatorio indossare la mascherina.

Il 16 maggio

Nuovo allentamento delle misure restrittive, a partire dal 18 maggio. Si può uscire liberamente anche senza autocertificazione. Sono limitati solo gli spostamenti tra regioni. Riaprono tutti i negozi, i bar, i ristoranti e anche le chiese.

L'11 giugno e la fase 3

La prima ondata dell'epdiemia rallenta e l'11 giugno arriva un nuovo provvedimento del premier Conte. Parte la 'Fase 3': riaprono i centri estivi per i bambini, sale giochi, sale scommesse, sale bingo, così come le attività di centri benessere, centri termali, culturali e centri sociali. Dal 15 giugno via libera anche per i cinema,  gli spettacoli aperti al pubblico, le sale teatrali, sale da concerto e altri spazi anche all'aperto, e riparte lo sport professionistico.

L'estate e la libertà

Nuovo Dpcm il 14 luglio, che proroga le misure fino alla fine del mese, poi fino al 7 settembre e infine fino al 7 ottobre. In estate ci si sente liberi, a volte un po' troppo. Le vacanze e la serata in discoteca fanno riaccendere i contagi.  I casi a settembre iniziano a risalire, tornano a superare quota mille e in poche settimane addirittura quota 10mila.

Il 16 agosto

Il 16 agosto tornano le prime restrizioni. Il governo decide di chiudere le discoteche sia all’aperto che al chiuso, in seguito alle polemiche sorte dalla diffusione sui social di foto e video con piste da ballo piene, soprattutto nelle località turistiche.

Settembre, riaprono le scuole

Con un calendario differenziato, a seconda delle regioni, a settembre riaprono le scuole, con nuove regole per cercare di contenere la diffusione dei contagi

Il 13 ottobre, tornano i Dpcm

Tornano i Dpcm: il 13 ottobre si inaugura la seconda ondata: le mascherine sono oblligatorie sia all’aperto che al chiuso. Niente fste, cene con la massimo sei persone, addio al calcetto e teatro e cinema a numero chiuso.

Il 18 ottobre

Il 18 ottobre nuova stretta, che he consente ai sindaci di disporre la chiusura di strade e piazze nei centri urbani, dove si possono creare situazioni di assembramento, dopo le 21, vieta attività convegnistiche o congressuali, e sagre e fiere di comunità, consente alle scuole superiori di organizzare attività di didattica a distanza e alle Università di organizzare le proprie attività in base alla situazione epidemiologica del territorio.  Vengono decise ulteriori restrizioni per la movida e regole per bar e ristoranti. Palestre e piscine hanno una settimana di tempo per allinearsi ai protocolli di sicurezza.

Il 24 ottobre

ll 24 ottobre il premier presenta un Dpcm ancora più restrittivo: nuovo stop a  palestre, piscine, centri benessere, teatri, cinema, centri natatori, centri benessere e termali; chiusura dei ristoranti alle 18, incremento della Dad alle superiori e l’invito a non spostarsi, se non per situazioni di necessità. 

Il 3 novembre

Ancora un giro di vite il 3 novembre: coprifuoco su tutto il territorio nazionale dalle 22 alle 5 del mattino successivo, Dad obbligatoria nelle scuole superiori, stop ai centri commerciali nei weekend, riduzione del 50% della capienza dei mezzi pubblici. Nasce anche il sistema dei “colori”, con le tre fasce di rischio gialla, arancione e rossa da assegnare settimanalmente alle Regioni in base agli indicatori di monitoraggio e che ancora oggi va avanti. 

Il 3 dicembre

Il 3 dicembre viene presentato un nuovo Dpcm. Fra le misure il divieto di spostarsi tra Regioni dal 21 dicembre al 6 gennaio. Vietato uscire dal proprio comune il 25, 26 dicembre e il 1 gennaio. In questi tre giorni ristoranti aperti solo a pranzo. Divieto di uscita per Capodanno dalle 22 alle 7 del mattino; chiusura dei centri commerciali nei fine settimana.

Il Dpcm Natale e fine anno

Il 18 dicembre il governo emana un nuovo decreto per un'ulteriore stretta nel periodo delle festività natalizie e che, a differenza del provvedimento precedente, fissa la chiusura dei ristoranti nei giorni festivi. L'Italia si alterna tra zona rossa (nei giorni festivi e prefestivi: 24,25,26,27, 31 dicembre e 1,2,3,5,6 gennaio) e zona arancione (nei giorni feriali 28,29,30 dicembre e 4 gennaio). Vengono consentiti esclusivamente gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative, da situazioni di necessità ovvero per motivi di salute.

Il 14 gennaio

Ancora un Dpcm il 14 gennaio che durerà fino al 5 marzo e che proroga lo stato di emergenza fino al 30 aprile. Viene ribadito il coprifuoco tra le 22 e le 5, l’obbligo di mascherina all’aperto e al chiuso, e il sistema per fasce di colore assegnate alle singole Regioni. Palestre, piscine e cinema restano chiusi fino al 5 marzo. Chiusura degli impianti sciistici fino al 15 febbraio. Musei, se in fascia gialla, aperti dal lunedì al venerdì. Divieto di asporto nei bar dalle 18. Fino al 15 febbraio viene vietato ogni spostamento in entrata e in uscita tra i territori di diverse regioni o province autonome.  Istituita anche la “zona bianca” per le aree dove il numero dei contagi è molto basso.

Febbraio, il primo decreto legge Mario Draghi

A febbraio arriva poi un decreto legge, il primo del nuovo premier Mario Draghi, che porta una stretta sulle zone rosse, dove vengono fermate le visite a parenti e amici, oltre a prolungare il divieto di spostamento tra regioni fino al 27 marzo (ma si potrà andare nelle seconde case). Prorogata anche la possibilità di fare visita ad amici e parenti in un'altra abitazione privata in massimo in due persone, più i figli minori di 14 anni, ma non in zona rossa.

Il 5 marzo, il primo Dpcm Draghi

Il 5 marzo entra in vigore il primo Dpcm firmato da Mario Draghi che durerà fino al 6 aprile e disciplina dunque anche le festività pasquali, salvo nuovi provvedimenti ad hoc che potrebbero arrivare qualora da qui ad aprile il Governo ritenesse necessarie ulteriori restrizioni. Il Dpcm Draghi ricalca nell'impianto generale quelli di Giuseppe Conte, improntanti al rigore. Restano dunque in vigore il sistema a fasce colorate, il coprifuoco e lo stop agli spostamenti tra regioni; inoltre, c'è un'ulteriore stretta sulla scuola. Tra le novità c’è l’apertura dei cinema e dei teatri dal 27 marzo con posti a sedere preassegnati. Ok ai musei in zona gialla anche nei weekend su prenotazione.