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21 gen 2022

Green pass, obbligatorio in Posta e non nei supermercati. Via ai controlli a campione

Le nuove regole introdotte dal governo fanno arrabbiare i tabaccai. I luoghi dove si rischia se non si ha il certificato verde

Controllo Green pass in tabaccheria
Controllo Green pass in tabaccheria

Niente più ingresso libero all'ufficio postale per ritirare la pensione: dall'1 febbraio servirà il green pass. In compenso si potrà continuare ad andare al supermercato senza certificazione verde e comprare qualunque cosa, non solo beni di prima necessità. Sono le indicazioni contenute nel nuovo decreto approvato oggi dal Consiglio dei ministri che ha definito le "esigenze essenziali e primarie della persona da garantire anche senza il possesso" della certificazione verde. Spetterà ai titolari degli esercizi far osservare il rispetto delle prescrizioni "attraverso lo svolgimento di 
controlli a campione. Arrivano subito le prime proteste: i tabaccai si oppongono all'idea di dover controllare il certificato: 'Non finisce qui, daremo battaglia", ha detto il presidente nazionale della loro federazione, Giovanni Risso contrario a queste misure introdotte con il nuovo Dpcm legato all'ultimo decreto che ha introdotto, il 5 gennaio scorsoobbligo vaccinale per tutti gli over 50 e che in qualche modo va a rafforzare la campagna per restringere sempre più il campo all'area No-vax.

Il documento in questione riguarda le nuove norme sull'uso del Green pass (rilasciato o in seguito alla vaccinazione, o dopo guarigione da Covid-19, o dopo aver effettuato un tampone dall’esito negativo, eseguito nelle precedenti 72 ore nel caso di test molecolare, oppure nelle precedenti 48 ore nel caso di tampone antigenico rapido) nei negozi. Nell'ultimo decreto anti Covid, infatti, l'esecutivo aveva deciso di estendere l'utilizzo della Certificazione (quella base) agli uffici pubblici, in banca, alle Poste e nei negozi, ad esclusione di quelli dove si vendono beni considerati essenziali. Come gli alimentari, per esempio, ma anche quelli dove è possibile acquistare prodotti igienico sanitari o le farmacie. Vediamo quindi, nello specifico, la lista delle attività commerciali dove sarà e non sarà necessario il Green Pass per accedere, individuata nel Dpcm approvato oggi, ma che entrerà in vigore dal prossimo 1 febbraio. Nel frattempo, ieri, è diventato obbligatorio avere almeno il Green pass base per l’accesso ai servizi alla persona come parrucchieri, barbieri e centri estetici. Norme già in vigore per altri altri servizi ai cittadini, come ad esempio per ristoranti o mezzi pubblici.

Cosa rischiano gli over 50 che non si vaccinano?

Dove sì e dove no

Super green pass e green pass base: cosa sono e le differenze

Cosa rischiano gli over 50 che non si vaccinano?

Per gli over 50 che si presenteranno al lavoro senza Super Green pass niente stipendio ma conservazione del posto di lavoro, come prevede la bozza. Saranno considerati "assenti ingiustificati, senza conseguenze disciplinari e con diritto alla conservazione del rapporto di lavoro, fino alla presentazione" del certificato rafforzato. Chi non rispetta il divieto subirà una sanzione amministrativa tra 600 e 1.500 euro. Tutte le imprese potranno sostituire i lavoratori sospesi. La sostituzione è di dieci giorni rinnovabili fino al 31 marzo 2022  

Supermercati, mercati e negozi di alimentari
 Per soddisfare le "esigenze alimentari e di prima necessità" si potrà dunque accedere senza Green pass base oltre che nei negozi di alimentari anche in quelli "non specializzati", ma "con prevalenza di prodotti alimentari e bevande" come ipermercati, supermercati, discount, minimercati e altri esercizi di "alimentari vari", mentre sono escluse le enoteche in cui è possibile anche bere e mangiare. Senza Green pass si potrà fare la spesa anche al mercato rionale. Stessa norma per acquistare alle bancarelle dei commercianti ambulanti.

Farmacie, ottici e cura della persona
Non sarà obbligatorio il Green pass base per acquistare farmaci o prodotti per la cura della persona (creme, bagno schiuma, shampoo, deodoranti, spazzolini, dentifrici, prodotti per la prima infanzia) in farmacie e parafarmacie. Lo stesso vale per i negozi di ottica. E per esercizi commerciali specializzati nel commercio al dettaglio di animali domestici e alimenti per animali domestici.

Negozi di abbigliamento, giocattoli e cosmetici
Il Green pass base servirà per i negozi che vendono abbigliamento, giocattoli e cosmetici. Dal 20 gennaio, serve per i servizi alla persona: parrucchiere, centri estetici, tatuatori e piercer.

Edicole, librerie e cartolerie
Niente certificato per le edicole all’aperto, i cosiddetti chioschi, mentre dovrebbe servire per i negozi che al loro interno vendono giornali. Servirà invece il Green pass per entrare nelle cartolerie o nelle librerie.

Tabaccai
Il Green pass base sarà necessario per i tabaccai. Questi negozi, che nel corso del lockdown erano stati considerati fra i negozi essenziali e dunque accessibili senza pass, ora sono fuori dall’elenco degli essenziali. La motivazione sarebbe legata al fatto che alcune tabaccherie hanno anche all’interno slot machine e altri apparecchi di gioco. "Nelle tabaccherie italiane entrano ogni giorno 13 milioni di persone, circa 250 per ogni rivendita. Sarà un vero problema controllare il green pass ad ogni cliente, per questo speriamo che il Governo ci ripensi'', ha commentato Giovanni Risso, presidente nazionale della Federazione italiana  tabaccai. ''I tabaccai raramente hanno dipendenti ed inoltre per evidenti motivi di sicurezza non possono uscire da dietro il bancone. In queste condizioni, chiedere ad ogni cliente di esibire il green pass sarà davvero problematico'', ha spiegato Risso. ''Tutti ricordiamo bene che le tabaccherie sono sempre rimaste aperte anche nel pieno lockdown perché servizi essenziali per i cittadini, anche per pagamenti, ricariche, marche, valori e servizi amministrativi'', ha detto Risso. ''Imporre ora il green pass per entrare nelle 50mila tabaccherie italiane sarebbe una complicazione ulteriore per la vita dei cittadini e per il servizio dei rivenditori di generi di monopolio. Speriamo davvero - ha concluso ieri il presidente nazionale della Fit- che il testo allo studio del Governo venga modificato e che decada l'obbligo di controllo del Green Pass per i tabaccai''. 

Benzinai e pellet
I benzinai, in quanto attività all'aperto, resteranno free: sarà possibile quindi rifornirsi di carburante per moto o auto senza alcun Green pass.  Lo stesso varrà per acquistare il combustibile per la casa, compresi anche legna, pellet e cherosene.

Ospedale, medico e veterinario
Il Green pass non serve per andare in ospedale, nell'ambulatorio del medico di base e dal veterinario. 

Studi dentistici
Negli studi dentistici l’obbligo di esibire il Green Pass, base o rafforzato, non è previsto dalla legge, mentre odontoiatri, igienisti e assistenti (Aso) sono già obbligati al vaccino, in quanto personale sanitario. Ai pazienti viene richiesta un’autocertificazione, ma in ogni caso il dentista ha il dovere di prestare le cure, soprattutto in caso di urgenze (non per una semplive pulizia dei denti).

Denunce  e processi
Nessun obbligo, né di tampone né di vaccino, per chi deve sporgere denuncia in un commissariato o in una caserma né per chi è imputato o testimone in un processo.

Banche, poste e uffici pubblici 
Il Green pass sarà necessario per accedere a tutti gli uffici pubblici, come quelli dell'Inps ad esempio, per andare in banca o alle Poste. Non sarà inoltre possibile andare in un ufficio postale a ritirare la pensione senz ala Certificazione. È saltata dunque la norma inserita nella bozza con la quale erano considerate "esigenze essenziali e primarie» quelle «indifferibili e urgenti connesse alla riscossione, presso gli sportelli di Poste italiane Spa e degli istituti di credito abilitati, di pensioni o emolumenti comunque denominati non soggetti ad obbligo di accredito". 

Green pass valido sei mesi
Si accorcia, sempre dal 1° febbraio, il Green pass rilasciato a guariti e vaccinati: sarà valido per sei mesi. La misura ha effetto retroattivo: significa che a quella data, se sono trascorsi più di sei mesi dall'ultima somministrazione o dalla guarigione, la certificazione verde viene sospesa.

 

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