Coronavirus
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Milano, 30 novembre 2020 - Nella Lombardia che da ieri è stata “promossa“ a zona arancione calano i ricoverati sia nei reparti (-216) sia nelle terapie intensive (-12), dove comunque si trovano ancora in cura 907 pazienti. In calo anche il rapporto nuovi positivi/tamponi che scende a 11,2% (sabato era 12,3%). I decessi registrati in un giorno nella regione sono stati 135 portando il totale, dall’inizio della pandemia, a 21.647. I guariti sono complessivamente 251.588 (+756), di cui 6.604 dimessi e 244.984 guariti.

I nuovi casi suddivisi per provincia vedono Milano a quota 973 (di cui 386 a Milano città), Bergamo a 138, Brescia a 322, Como a 215, Cremona a 72, Lecco a 84, Lodi a 58, Mantova a 121, Monza e Brianza a 649, Pavia a 167, Sondrio a 174, Varese a 152. Il trend lombardo è in linea con quanto accade nel resto d’Italia, dove la velocità di crescita dei contagi si è raffreddata o ha rallentato molto. Il Paese tuttavia non si trova ancora in una zona di sicurezza: le prossime settimane, almeno fino a fine dicembre, saranno quindi decisive. "Ormai siamo a un plateau con una tendenza al ribasso – commenta il virologo Fabrizio Pregliasco –. Chiaro che c’è un plateau anche nei decessi, però il miglioramento lo vedremo più avanti perchè è l’ultimo parametro che migliora". L’invito è dunque a non abbassare la guardia.

E sulla questione ancora aperta degli impianti sciistici, arriva intanto anche l’ultima proposta al Governo da parte degli assessori delle regioni alpine (Trentino, Alto Adige, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Lombardia, Piemonte, Valle D’Aosta) per salvare lo sci a Natale: concedere skipass solo a chi pernotta in albergo e a chi ha le seconde case. Ma il tema dirimente che davvero riguarda tutti, ed è un ulteriore terreno di scontro, sembra essere la mobilità tra regioni. Il governo sta pensando a un divieto di spostamento a partire da un giorno non ancora fissato a ridosso di Natale. Potrebbe essere il 19, il 21 o anche – ma meno probabile – il 16 dicembre.